Dieci anni dalla morte di Renato – #Ionondimentico – La memoria è un ingranaggio collettivo

APPELLO del COMITATO MADRI PER ROMA CITTA’ APERTA
LA MEMORIA E’ UN INGRANAGGIO COLLETTIVO

Alle studentesse, agli studenti e insegnanti
Dieci anni fa sulla spiaggia di Focene alla fine di un concerto, veniva accoltellato da lame fasciste Renato Biagetti, 26 anni. I suoi compagni, il fratello, la madre Stefania e il Comitato madri per Roma città aperta da lei voluto, hanno in questi anni portato avanti i suoi sogni, le sue passioni per un paese e un mondo migliore. sorrisorenato
Un paese in cui ancora, nonostante la Resistenza e una Costituzione nata da essa, è necessario lottare contro il fascismo nelle sue forme vecchie e nuove. Un paese in cui ancora e sempre più nonostante la resistenza e la Costituzione il lavoro è un diritto negato soprattutto alle giovani generazioni.
Sono passati 10 anni in cui abbiamo visto crescere in questa città e in questo paese un’ondata di violenza razzista e un populismo crescente che ha fatto breccia nell’anima del paese utilizzando lo strumento della paura dell’altro e dell’insicurezza in Italia e nel resto d’Europa.
Sono passati 10 anni in cui è cresciuta la precarietà come unico orizzonte di vita per le giovani generazioni, le politiche di austerity che strangolano milioni di famiglie, alla negazione dei diritti anche i più fondamentali come quello, all’acqua alla casa, alla residenza, all’istruzione.
Sono già passati 10 lunghi anni senza Renato ma sempre e ancora con Renato. Anni intensi, anni in cui le lotte per quel mondo migliore che voleva Renato non si sono mai fermate e non hanno mai smesso di intrecciarsi con le storie di altri giovani morti per mano dei fascisti e dello stato in Italia e in Europa: Dax, Carlo, Valerio Verbano, Carlos, Clement,
Il Comitato madri per Roma Città Aperta ha raccontato la storia di Renato nelle piazze , nelle scuole, nei luoghi di resistenza del nostro paese. Ha incontrato , le madri, le sorelle gli amici di tanti giovani uccisi dal fascismo, in anni passati e recentissimi.
Per questo decimo anniversario, per questi dieci anni senza Renato le madri vogliono costruire fin da ora un percorso condiviso, un’esperienza collettiva partecipata da tutte quelle realtà che a Roma si definiscono antifasciste antirazziste e antisessiste perché la memoria è un ingranaggio collettivo.
La memoria non deve essere solo ricordo, ma racconto a più voci di storie e resistenze , passate e attuali, un patrimonio condiviso che sappia essere un reale anticorpo sociale contro la pericolosa deriva che la nostra società sta prendendo.
Oggi dopo 10 anni dal suo assassinio Renato ha realizzato una parte dei suoi sogni: un marchio musicale RENOIZE (depositato e registrato prima del suo omicidio) 3 festival musicali in 3 capitali europee , una sala incisione e una scuola di musica a Roma all’ex cinodromo, un giardino a lui dedicato dai suoi compagni di corso e ora curato da tanti studenti, nella facolta d’ingegneria di Roma dove Renato si è laureato
Pasolini scriveva “Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole, occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.”
Vogliamo raccogliere le voci di chi contrasta questa “normalità” del fascismo, vogliamo raccontare, ascoltare, costruire una memoria collettiva antifascista e antirazzista e antisessista, prima di tutto dentro le scuole, convinte che proprio qui , con i ragazzi e i giovani, che i sogni di Renato diventeranno la nostra storia futura.roma-libera
Chiediamo agli studenti e agli insegnanti di costruire insieme questi incontri per un nuovo percorso antifascista che vada a chiudere ogni spazio della società in cui il fascismo si è insinuato, portando paura, violenza, sopraffazione, razzismo e morte non solo nelle strade ma anche nelle menti.

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