“Ultima fermata. una storia per Renato” di Zerocalcare ed Erre Push

Proseguono le presentazioni del fumetto “Ultima fermata, Una storia per Renato”di Zerocalcare ed Erre Push.

25 e 26 novembre Berlino
12 novembre Bergamo e Lugano
11 o 18 novembre colle val dell’Elsa
31 ottobre Lucca
13/14/15 ottobre iesi senigallia fano
14 ottobre banchetto e presentazione LOGOS Roma
7 ottobre università Bologna
3 settembre Renoize Roma
22 agosto Brescia
20 agosto Giulianova
9 agosto Lecce
23 luglio Venaus
F15 o 16 luglio bilancione fiumicino
9 luglio Napoli
7/8/9luglio Sassari/Cagliari/Carbonia/
3 luglio ifest Roma
24 giugno festival crack Forte prenestino Roma

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30 settembre 1976 Walter Rossi – 30 settembre 1974 – La strage del Circeo

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Le inchieste giornalistiche fatte tra i giovani a ridosso di giornate della memoria relative agli eventi delittuosi che maggiormente hanno segnato la storia della repubblica, puntualmente testimoniano gli effetti devastanti di una assoluta mancanza di cura della memoria storica del nostro paese, ma soprattutto dimostrano il successo delle politiche di disinformazione, di rimozione, di revisione attuate negli anni dalla gran parte delle forze politiche e e dalle stesse Istituzioni.

Sappiamo che una gran parte dei giovani non è a conoscenza delle cause, degli autori e delle conseguenze politiche e storiche delle stragi che hanno contrassegnato la storia del nostro paese , che ha visto come unici protagonisti le forze eversive di destra, i gruppi di fascisti di ogni periodo dal dopoguerra ad oggi.

Questo dimostra come la ricerca, la difesa e la trasmissione della verità non vadano mai messe da parte se si vuole garantire alle nuove generazioni quella coscienza necessaria a continuare a chiedere la verità sulla nostra storia

In occasione dell’anniversario dell’assassinio di Walter Rossi per mano dei fascisti con la copertura degli organi di Polizia, vogliamo ribadire che il miglior modo per ricordare i compagni uccisi, non puo essere la sola sfilata commemorativa,che sicuramente scalda i cuori. Il vero modo di celebrare il sacrificio di chi non c’è più ma continuare il racconto della storia degli anni e degli eventi passati insieme al racconto degli eventi attuali per dare una lettura più ampia e più attuale della nostra storia politica e scoiale alle generazioni future.

Il 30 settembre di due anni prima dell’omicidio di Walter Rossi, un altro terribile omicidio per mano di giovani aderenti in vario modo a gruppi fascisti romani. La morte e le lesioni gravissime dopo ore di tortura di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, in una villa del Circeo. Due anni prima nel 1973, un altro stupro con un evidente indirizzo politico di destra, quello subito da Franca Rame.

“Uno stupratore è sempre un fascista, perché lo stupro è un atto di prevaricazione, di sovradeterminazione, è l’esercizio di potere di chi pensa di disporre dell’altrui vita”. Ancora oggi questa stessa mentalità sottende alle attuali violenze quasi tutte sviluppate nell’ambiente familiare e all’attuale dilagare dei femminicidi. Lo stupro quale atto profondamente fascista (un atto egoista, di soddisfazione del proprio volere, un atto che parte dal non considerare le donne come persone ma solo come oggetti – un atto sessista che per radici culturali è simile al razzismo), a volte rivendicato in anni più recenti come atto politico da parte di partiti neofascisti e nazisti.

Ci sembra di continuare l’azione antifascista eresistente di Walter accostare e ricordare la sua morte con il racconto della resistenza al femminicidio portato avanti con grande determinazione da molte donne e associazioni, sempre più spesso fronteggiando lì atteggiamento di negazione e copertura delle istituzioni, e degli organi polizieschi.

“….Non c’è dibattito sul femminicidio e non ci può essere con chi lo nega, ci sono valori come essere contro il razzismo, contro la pedofilia, essere contro il nazismo e il fascismo, essere contro il femminicidio che in questa nazione sono fondamentali. Non c’è nessuna pluralità di opinione che possa giustificare il sacrificio di tali valori……..(Tania Passa)

Dedicato alla memoria di Walter Rossi, il giovane antifascista romano assassinato dai fascisti con la copertura della polizia, il 30 Settembre di 39 anni fa.
Dedicato a Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, torturate, uccisa l’una e ferita gravemente l’altra, al Circeo il 30 settembre 1975 da tre giovani romani appartenenti alla destra fascista.
Dedicato a Franca Rame, stuprata il 9 marzo 1973 da un gruppo di neofascisti su indicazione di rappresentanti dell’Arma dei carabinieri come testimoniato in processo

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Io non dimentico Renato Biagetti – Renoize 2016

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Renato Biagetti

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Renoize 2016, il festival multidisciplinare in ricordo di Renato Biagetti
By The Parallel Vision on 23 agosto 2016

Sono già passati 10 anni dall’omicidio di Renato Biagetti, il giovane ingegnere di 26 anni che nella notte tra il 26 e il 27 agosto del 2006 a Focene venne ucciso a coltellate da due neofascisti di zona, fuori dallo stabilimento “Buena Onda“.
Da allora, gli amici di Renato organizzato Renoize, il mini festival a lui dedicato che quest’anno si terrà il 27 agosto e dall’1 al 3 settembre. Tantissimi gli artisti che parteciperanno a questa nuova edizione dell’evento commemorativo romano, assieme a tante attività sportive, video, giochi e molto altro.

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– 27 agosto, Focene
Dalle ore 16 sport popolare, antifascista e antirazzista
– Beach Rugby organizzato dagli ALL Reds Rugby Roma
– Beach Soccer antirazzista
– Proiezione della video intervista collettiva a cura di AttriceContro e Daniele Napolitano
– Musica&Sfuocata

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– 1 settembre, Acrobax (Via della Vasca Navale 6, Roma)
Cena etnica a cura di Maki Sapori dal Mondo – Gruppo di cucina autogestito dai richiedenti asilo e dai rifugiati dell’associazione Laboratorio 53
Prima, durante e dopo: concertone dalle ore 18 (possibili piccoli aggiustamenti e aggiornamenti):
SPAM!
KAOS FOR CAUSE
PREMIERE LIGNE
LOS3SALTOS
ADRIANO BONO
BESTIERARE
SIGNOR K.
ASSALTIFRONTALI
99 POSSE

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– 2 settembre, Piazza Damiano Sauli, Roma
Dalle ore 17.00 cultura dal basso con:
Parata antifascista tra le strade di garbatella con il Frente Murguero, Giocolieri, Clown, Circensi, Migranti e Residenti, Street Band.
“Riflettiti“: uno spettacolo di teatro forum a cura dello sportello antiviolenza per donne “Una stanza tutta per sé” e Parteciparte Teatro Dell’Oppresso.
“Giochi senza Frontiere?“: arte di strada e migrazioni a cura della Rete PerformAttiva.
Ape/Rap: aperitivo popolare & musica rap con Emiliano Ill Nano Rapnoize e tant* altr* (in aggiornamento) a sostegno del Canile Autogestito della Muratella e della campagna #iomeneoccupo
Monologo a cura di Slavina
Cabaret antifascista a cura del Laboratorio Metropolitano di Cultura Indipendente
Orchestra, musica e fanfare di piazza con le street band (in aggiornamento)
Fire show con Le Lapille nel loro “L’ora del The”

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– 3 settembre, Parco Schuster, Roma
Dalle ore 18 interventi, fumetti, banchetti e musica con:
Monologo di Attrice Contro – “L’estate finisce sempre così”
EST EST EST
SEAL’D IN VAIN
RANCORE
VEEBLEFETZER
BARACCA SOUND
RADICI NEL CEMENTO
ZION TRAIN LIVE

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Presentazione fumetto “Prossima Fermata – Una Storia per Renato” a cura di Zerocalcare ed Erre Push.

da https://theparallelvision.com/2016/08/23/renoize-2016-il-festival-multidisciplinare-in-ricordo-di-renato-biagetti/<a

nicolettarenoize

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27 agosto 2006 – 27 agosto 2016 Ciao Renà

ciaorena

WAIT! WOMEN WORKING

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In Val Susa ad altissima felicità

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WAIT! WOMEN WORKING

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20 luglio – Ancora a Genova per non dimentiCarlo

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Presentazioni e recensioni di “Prossima fermata. Una storia per Renato” di Zerocalcare ed Erre Push

Presentazioni

24 giugno Roma Forte Prenestino. @Crack Festival. Uscita e presentazione del fumetto.
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29 giugno /3 luglio Roma Parco Nomentano iFest Indipendent festival

7 luglio @ cullettivu s’idea libera Sassari

8 luglio @ sa domu Cagliari,

9 luglio @ Carbonia ex miniera serbariu

8 luglio @ festival soccavo Napoli

15 luglio- Milano Baggio Parco delle cave. Festival delle resistenze.

22/23 luglio Val Susa Venaus. Festival Alta Felicità

19 agosto Giulianova

22 agosto Brescia

27 agosto Roma Focene

3 settembre Roma Parco Schuster( basilica di San Paolo)

Recensioni
La politica non c’entra niente
illustrazione

Il 24 giugno 2016, all’interno di Crack! – festival di arte disegnata e stampata, alle ore 21 verrà presentato per la prima volta il fumetto autoprodotto dalla campagna#ionondimentico scritto e disegnato da ERRE PUSH e Zerocalcare e dedicato a Renato Biagetti.
Sono infatti passati 10 anni da quando, nel 2006 a Focene, estrema periferia di Roma, Renato viene ucciso da due giovani neofascisti. Solo perché riconosciuto come diverso: “una zecca” estranea a quel quartiere.
Anni in cui la parola “equidistanza” inizia a essere usata per indicare “opposti estremismi”. Anni in cui emergono con chiarezza alleanze e contiguità tra partiti xenofobi e di destra “istituzionale” al potere, e i gruppuscoli neofascisti lasciati liberi di agire nelle strade. Si diffonde una cultura dell’odio e della violenza contro gli ultimi e i “diversi”, che passa spesso per intimidazioni e aggressioni, non di rado a colpi di coltello. Lame come quelle che hanno ucciso Renato.
Come si legge nella prefazione, firmata da Zeropregi, “ormai il quotidiano è peggio di qualsiasi brutta storia che possa uscire dalla nostra fantasia”. La guerra agli ultimi e ai poveri è all’ordine del giorno, resa possibile grazie a un senso comune intriso di razzismo.
Prossima fermata. Una storia per Renato, di Zerocalcare e ERRE PUSH è un viaggio a fumetti, che va a ritroso nel tempo, lungo questi dieci anni. Per parlare di Renato, di chi non ha mai smesso di raccontare la sua storia e di incrociarne tante altre, perché chi non dimentica continua a lottare.da http://comics.blog.rai.it/2016/06/23/prossima-fermata-una-storia-per-renato-biagetti/

Punti di distribuzione
Questa la lista dei punti distribuzione in cui è possibile trovare il fumetto di ZeroCalcare ed Errepush “Prossima Fermata. Una storia per Renato”, una produzione pensata per i 10 anni dalla morte per mano fascista di Renato Biagetti.
Per info, presentazioni o diventare un nuovo punto di distribuzione
si può scrivere a presentazionionondimentico@gmail.com

Il prezzo di vendita consigliato è di 8 euro.
Libreria indipendente “Piuma di mare” – Via Ostiense, 124 (Rm)
Libreria Alegre – Pigneto, Circonvallazione casilina 72/74 (Rm)
Topaja town – Garbatella, Piazza Albini 13 (Rm)
Libreria indipendente “Colonna 130” – Spazio Grizzly, Via Della Colonna, 130 (Fano, Marche)
Libreria “Anvultura” – Senigallia
Spazio comune autogestito TNT (Jesi)
Book Shop Sherwood Festival (Padova)
Caffe zanardi (Milano, dal 15 Luglio)

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“Ionondimentico” Renato Biagetti – “Prossima fermata. Una storia per Renato” il fumetto contributo di Zerocalcare ed Erre push

Il 24 giugno al Forte Prenestino, nell’ambito del @Crack Festival è stato presentato il fumetto “Prossima fermata. Una storia per Renato” contributo degli artisti Zerocalcare ed Erre push alla campagna “Io non dimentico Renato Biagetti” dieci anni dalla morte di Renato.

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“Prossima fermata. Una storia per Renato” Un fumetto di Zerocalcare e Erre Push, autoprodotto dalla campagna #ionondimentico Prima presentazione 24 giugno 2016 ore 21 @Crack Festival (Forte Prenestino, Roma) Il prossimo 24 giugno 2016 all’interno di Crack festival del fumetto alle ore 21 verrà presentato per la prima volta il fumetto autoprodotto dalla campagna #ionondimentico scritto e disegnato da Errepush e Zerocalcare e dedicato a Renato Biagetti. Sono infatti passati 10 anni da quando Nel 2006 a Focene, estrema periferia di Roma, Renato viene ucciso da due giovani neofascisti. Solo perché riconosciuto come diverso: “una zecca” estranea a quel quartiere. Anni in cui la parola “equidistanza” inizia a essere usata per indicare “opposti estremismi”. Anni in cui emergono con chiarezza alleanze e contiguità tra partiti xenofobi e di destra “istituzionale” al potere, e i gruppuscoli neofascisti lasciati liberi di agire nelle strade. Si diffonde una cultura dell’odio e della violenza contro gli ultimi e i “diversi”, che passa spesso per intimidazioni e aggressioni, non di rado a colpi di coltello. Lame come quelle che hanno ucciso Renato. Come si legge nella prefazione firmata da Zeropregi, “ormai il quotidiano è peggio di qualsiasi brutta storia che possa uscire dalla nostra fantasia”. La guerra agli ultimi e ai poveri è all’ordine del giorno, resa possibile grazie a un senso comune intriso di razzismo. Prossima fermata. Una storia per Renato, di Zerocalcare e Erre Push è un attualissimo viaggio a fumetti, che va ritroso nel tempo lungo questi dieci anni così importanti per il nostro paese e per l’Europa. Per raccontare la storia di Renato e di chi in questi 10 anni non ha mai smesso di raccontare questa storia e di incrociarne tante altre, perché chi non dimentica continua a lottare.

Zerocalcare da http://www.comicon.it/zerocalcare/

Zerocalcare da http://www.comicon.it/zerocalcare/

Erre push - Disegnini da http://errepush.com/

Erre push – Disegnini da http://errepush.com/

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Torino, strategia contro il dissenso

28 giugno 2015
Riportiamo un articolo a cura di Livio Pepino (ex magistrato) apparso oggi su Il Manifesto riguardo all’operazione di polizia che ha coinvolto 23 notav nella giornata di ieri. Ad essere interessante, all’interno dell’articolo, è quanto l’ex magistrato rileva nelle operazioni di questo tipo, facendone capire la portata. I due pesi che la magistratura utilizza nei confornti dei notav viene avvallata dalla corsia preferenziale riservata agli imputati che esprimono il proprio dissenso verso la costruzione dell’opera.

Il copione si ripete. Ieri mattina, appena ventiquattrore dopo il terremoto elettorale che ha rimesso in discussione, a Torino, gli equilibri politici intorno alla Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, un ennesimo grappolo di misure cautelari si è abbattuto su esponenti del movimento No Tav. Ancora una volta le misure si riferiscono a fatti accaduti un anno prima (il 28 giugno 2015 intorno al cantiere della Maddalena di Chiomonte allorché un gruppo di dimostranti tentò e in parte riuscì ad agganciare e rimuovere, con un gesto di evidente significato simbolico, pezzi delle reti di recinzione).

Ancora una volta l’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale (con l’appendice di alcuni reati minori). Ancora una volta gli indagati colpiti dalle misure sono, nella stragrande maggioranza, persone note nel movimento, ben conosciute dalle forze dell’ordine, non certo interessate a sottrarsi alle indagini con la fuga o a manomettere e inquinare le prove dei fatti.
Nulla di nuovo, verrebbe da dire. Da oltre dieci anni i cittadini e le cittadine della Val Susa che si oppongono alla realizzazione del Tav sono oggetto di interventi repressivi di crescente gravità da parte della Procura della Repubblica e dei giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Torino. Sono attualmente indagate in valle circa 1000 persone, di età compresa tra i 18 e gli 80 anni, per i reati più vari, a partire dalla mancata ottemperanza ai provvedimenti prefettizi che vietano la circolazione nella “zona rossa” prossima al cantiere della Maddalena di Chiomonte. In questo momento sono soggette a misure cautelari – di diversa intensità – poco meno di cinquanta persone, quasi tutte per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Nulla di nuovo, ma il protrarsi di forzature che non hanno nulla a che fare con l’obbligatorietà e il sereno esercizio dell’azione penale. C’è una palese disparità di trattamento nei confronti degli indagati appartenenti al movimento No Tav, nei cui confronti si assiste a una dilatazione abnorme delle ipotesi di concorso di persone nel reato mentre pressoché tutte le denunce nei confronti delle forze dell’ordine per lesioni anche gravissime a manifestanti sono state archiviate, senza alcuna seria indagine, per l’asserita impossibilità di identificarne gli autori. C’è una corsia preferenziale per i processi nei confronti di esponenti No Tav, trattati con assoluta priorità anche se relativi a fatti lievissimi (come l’inottemperanza alle ordinanze prefettizie o il danneggiamento simbolico delle reti del cantiere), mentre per i reati da essi denunciati (persino quelli con prove documentali come le diffamazioni) sono per lo più trattati con tempi tali da assicurarne la prescrizione. C’è un ricorso massiccio – appunto – alla custodia cautelare in carcere anche nei confronti di incensurati e un’applicazione indiscriminata di misure non detentive per fatti di lieve entità (con prescrizioni vessatorie e motivate con pure clausole di stile, come il diniego del permesso per recarsi a colloquio con i difensori, la mancata concessione della possibilità di lavorare o di dare esami all’università, il divieto di recarsi a far visita ai genitori etc.).

Dopo avere perseguito la strada del maxiprocesso (per i fatti di fine giugno-primi di luglio 2011) e giocato la carta della fantasiosa contestazione del reato di attentato con finalità di terrorismo (escluso in modo tranchant sia dai giudici di merito che dalla Corte di cassazione) i pubblici ministeri e i giudici della cautela torinesi hanno scelto la strada di uno stillicidio di processi. Per anni magistrati, politici e giornalisti hanno gridato ai quattro venti che gli interventi repressivi disposti non riguardavano il movimento No Tav ma solo reati specifici commessi da frange estremiste e violente, per lo più estranee alla Val Susa. Ora anche la maschera è caduta. I destinatari delle misure cautelari sono per lo più vecchi e giovani valligiani imputati per fatti che in ogni altra parte d’Italia meriterebbero, al massimo, un dibattimento di routine al di fuori da ogni “corsia preferenziale”. L’evidente finalità è quella di intimidire, di dividere, di fiaccare il movimento secondo un modulo ben noto in varie parti del mondo e denunciato in una recente sentenza della Corte interamericana dei diritti dell’uomo, concernente esponenti del popolo Mapuche, laddove si censurano alcuni interventi di autorità giudiziarie cilene siccome diretti a «provocare paura in altri membri della comunità coinvolti in attività di protesta sociale e di rivendicazione dei loro diritti territoriali o che intendono eventualmente parteciparvi».

Lo abbiamo sottolineato altre volte ma merita ricordarlo. Queste vicende parlano all’intero Paese perché il livello di democrazia di un ordinamento si misura sul modo in cui vengono orientati, nella repressione del dissenso, l’azione delle forze di polizia e della magistratura, quando non anche – come avvenuto ripetutamente nell’Italia liberale e come avviene oggi in Val Susa – delle forze armate in funzione di ordine interno.

da

http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/17265-torino-strategia-contro-il-dissenso

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Ennessimo attacco alla libertà di dissenso dei NO TAV

“Stavolta hanno infierito sugli anziani”, scrive Nicoletta Dosio, tra le persone colpite in Valle da un obbligo di presentazione periodica alla Caserma dei Carabinieri di Bussoleno.
Vogliono anche gli anziani? Eccomi: ho 73 anni, sono stata più volte al cantiere di Chiomonte a manifestare la mia contrarietà a un’opera inutile, costosa e soprattutto dannosa, come è stato ampiamente dimostrato. Sono al fianco di Nicoletta e Marisa, mi autodenuncio. E sono sicura che saremo in tante!

Haidi Gaggio Giuliani (Osservatorio sulla Repressione)
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Solidali con Marisa! – Comunicato di Genuino Valsusino

Dare l’obbligo di firma quotidiana a una donna con più di 70 anni, accusandola di “aver partecipato alle violenze del 28 giugno 2015”, in quanto “sedeva sul furgone noleggiato dai NO TAV”, e questo perchè ha parecchie difficoltà a muoversi, non solo ha del ridicolo ma rende agli occhi delle persone la giustizia in Italia sempre meno credibile e più asservita al potere.
Massima solidarietà a Marisa e tutti coloro che ieri hanno pagato con varie misure cautelari e restrizioni il fatto di lottare non solo “contro” un opera inutile ma a “favore” di un mondo diverso al cui centro ci sono le persone e non solo il profitto.
Lo dimostra anche la sua partecipazione attiva, gentile e preziosa a Genuino Valsusino e alla costruzione di una comunità che promuove il diritto ad un cibo genuino, locale e ad un prezzo accessibile.

Tutti liberi!
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NO TAV : Solidarietà a Nicoletta Dosio – La valle non si arresta

Posted on 21 giugno 2016. Tags: Nicoletta Dosio, No Tav
NO TAV : LA REPRESSIONE NON FERMERA’ LA LOTTA

Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Nicoletta Dosio ed ai suoi compagni di lotta NO TAV colpiti da provvedimenti della magistratura. Tante volta abbiamo ospitato su questa testata la voce di Nicoletta sempre in prima fila non solo nella lotta contro la TAV ma in tutte le battaglie per la difesa dei diritti sociali, civili e politici in questo paese. Nicoletta Dosio ha dichiarato che non si sottoporrà all’obbligo di firma e che accetta di affrontare ogni percorso giudiziario per difendere la sua idea di legittimità delle forme di lotta. Siamo con Lei. Il tentativo di criminalizzazione non solo della lotta ma anche delle idee che sorreggono la resistenza della Valsusa sembrava aver toccato un picco con l’incriminazione di Erri De Luca, poi platealmente assolto. Oggi invece, subito dopo il cambio di potere a Torino, assistiamo ad un nuovo capitolo della repressione contro i NO TAV. Noi di Libera.Tv e di LiberaRete saremo a fianco di Nicoletta e dei suoi compagni e sosterremo le scelte che vorranno fare. La Valle non si processa.
La valle non si arresta NO TAVIl comunicato dei NO TAV
Arresti, restrizioni e obblighi di firma: ancora un attacco contro il movimento notav

Con un tempismo quantomai sospetto, appena terminate l’elezioni di Torino, sono i pm con l’elmetto a prendersi le luci della ribalta proseguendo nella continua crociata contro i notav.
All’alba di questa mattina è scattata un’ennesima operazione contro il movimento che vede coinvolti 23 notav, tra studenti universitari e ultrasettantenni, residenti in Valle a Torino e in altre città italiane.
Questa volta viene incriminata la giornata del 28 giugno 2015 quando la marcia notav ruppe i divieti e fece cadere reti e barriere con l’orgoglio!

Sono 23 i notav coinvolti in totale e sono:

3 arresti in carcere
9 arresti domiciliari con le restrizioni
per tutti gli altri obblighi di firma (quotidiane per lo più).

Tra i tre notav tradotti al carcere delle Vallette, c’è Fulvio, valligiano degli Npa di 64 anni che ha rifiutato di stare ai domiciliari. Nicoletta e Marisa, colpite dall’obbligo di firma giornaliero, hanno oltre 60 anni. Ci troveremo questa sera in assemblea a Bussoleno alle 21 come già previsto, per discutere insieme le prossime iniziative per la liberazione di tutti e tutte, in vista dell’estate di lotta.

Avanti notav!

da NO TAV .INFO

La dichiarazione di Nicoletta Dosio

Che sia chiaro, io non accetterò di andare tutti i giorni a chiedere scusa ai carabinieri, non accetterò che la mia casa diventi la mia prigione.
Decidano loro, tanto la nostra lotta è forte, lottiamo per il diritto di tutti a vivere bene, lottiamo non solo per la nostra valle ma per un mondo più giusto e vivibile per tutti
Noi non abbiamo paura e non ci inginocchiamo davanti a nessuno, e quindi io a firmare non ci vado e nemmeno starò chiusa in casa ad aspettare che vengano a controllare se ci sono o non ci sono.
Siamo nati liberi e liberi rimaniamo! Liberi ed uguali!”

da http://www.liberarete.org/tag/nicoletta-dosio/

COMUNICATO STAMPA

La mattina di martedì 21 giugno la Procura di Torino ha messo in atto l’ennesima operazione giudiziaria contro il movimento No Tav, infliggendo 23 misure cautelari di vario grado ed entità ad altrettanti attivisti, valligiani e non. Com’è nella natura del movimento No Tav le persone colpite appartengono a generazioni e provenienze differenti, accomunate da un fine comune.

Alcuni attivisti hanno deciso di rifiutare o infrangere le misure cautelari comminate, che si tratti di firme quotidiane o di arresti domiciliari, aprendo uno scenario nuovo e rilanciando la lotta sia sul piano giudiziario sia su quello politico.

Il movimento No Tav ribadisce il suo pieno appoggio a tutte le persone colpite, sostenendo i percorsi che si aprono e che si apriranno, qualunque essi siano. È un’occasione per ribaltare il modus operandi di una Procura politicizzata esplicitamente contro i No Tav.

L’assemblea popolare di martedì sera e la fiaccolata di giovedì 23 giugno dimostrano che il movimento è unito e non lascia isolati i perseguitati, forte della consapevolezza di poter rilanciare una nuova fase di lotta.

Bussoleno, 25 giugno 2016

Il Movimento No Tav

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