G8 Genova. Una ferita insanabile tra i cittadini e lo stato

“Gentili” forze dell’ordine,
a Genova c’ero anch’io.
Ero in piazza Alimonda, quando un poliziotto sparò a Carlo Giuliani. Ero là mentre un suo collega, quello che guidava quel maledetto Defender lo finì, passando sul suo corpo, mentre ancora era in vita, pur di scappare dall’ira di quelli che fino a quel momento avevate picchiato, inseguito ed avvelenato di gas illegali.Sì, Giuliani, la “zecca comunista”, proprio quello che su Facebook, vi siete augurati che «sotto terra faccia schifo anche ai vermi». Che stile che avete: del resto, la classe non è acqua…
Ed ero su via Tolemaide quando avete caricato le Tute Bianche con tutta la forza di un apparato di guerra, come fossero nemici da combattere e non manifestanti da contenere: autoblindo, pistole caricate con proiettili da esercitazione, estintori, manganelli Tonfa usati in modo assolutamente illegittimo.
Ero a Genova mentre i cosiddetti Black Bloc devastavano, e voi li guardavate devastare per poi sfogare la vostra rabbia sugli inermi e sui deboli.
Ero là, mentre due figure in divisa inseguivano un infermiere con tanto di pettorina aprendogli la testa a manganellate, ero là a guardare le ferite sui corpi dei manifestanti pacifici di piazza Manin, spazzati via a colpi di manganello e anfibi, fatti a pezzi, mentre mostravano le mani nude.
Ero là, il sabato successivo, quando avete, con tattica militare, spezzato in due l’immenso e pacifico corteo all’altezza di Piazzale Kennedy e avete iniziato a lanciare lacrimogeni dagli elicotteri, a inseguire e massacrare pacifici manifestanti sin sulla spiaggia del Lungomare. Ero là mentre mettevate su falsi ferimenti e depistaggi patetici, per coprire l’orrore di ciò che era stato commesso.
E avrei dovuto essere alla Diaz, quella sera, se non avessi scovato una pensione economica.
Ero là per lavorare, “signori”, come voi.
Ero là, mentre la sera di venerdì cantavate allegri “Faccetta nera” nelle vostre caserme, mentre vi comunicavate la morte della “zecca” con punteggio calcistico: 1-0 per voi.
Ero là mentre picchiavate chiunque, per il solo gusto di farlo: giovani, vecchi, ragazzi, donne. Chiunque. Senza peraltro riuscire in realtà ad arrestare alcuna violenza e alcuna devastazione, anzi riuscendo solo a mandare a processo qualche capro espiatorio, gente che per aver distrutto un bancomat, o abbattuto un segnale stradale si è beccata decine di anni di galera comminati dai giudici, i medesimi che non hanno neanche permesso che si tenesse un processo per la morte di Giuliani, i medesimi che hanno assolto praticamente tutti quelli che portavano una divisa e i politici nei loro ruoli istituzionaliPer essere un servizio di ordine pubblico, direi che avete miseramente fallito.
Vedete, la cosa che più mi indigna non è che voi rivendichiate con tanta energia quanto avete compiuto nella Diaz. No. Quel che mi indigna di più è il vostro parlare della Diaz come se si trattasse di un episodio isolato (versione della nota teoria della ‘mela marcia’), mentre invece è stato uno dei tanti capitoli di un vero e proprio ‘golpe temporaneo’, iniziato la mattina di venerdì e terminato solo quando gli ultimi poveri massacrati e torturati di Bolzaneto sono stati infine restituiti alle loro famiglie e alle loro vite, irrimediabilmente segnati da quella insensata, inutile violenza.
Ciò che mi indigna di più è il vostro far finta di nulla. E se non fate finta di nulla, se davvero non avete occhi per vedere quello che è successo a Genova, allora è ancora peggio, visto che noi cittadini vi affidiamo la tutela dei nostri diritti e della nostra libertà.
MI INDIGNA CHE VOI NON CAPIATE CHE DA GENOVA, TRA I CITTADINI E LE FORZE DELL’ORDINE SI È APERTO UNO IATO, CHE POI NON SI È MAI PIÙ SANATO. CHI HA UCCISO ALDROVANDI, O CUCCHI, SIA PUR METAFORICAMENTE, È NATO A GENOVA.
Quello che mi indigna davvero è la vostra rozza ignoranza, cioè la vostra totale incapacità di comprendere di essere stati l’ingranaggio di una folle e violenta strategia di repressione che niente aveva a che fare con i compiti che vi siete assunti vestendo la divisa e giurando di difendere la Repubblica, la libertà e i diritti dei suoi concittadini.
Se voi non foste così integralmente ignoranti, forse sareste anche meno violenti e meno fascisti di quel che sembrate essere.
E io sarei meno spaventato ogni volta che vedo una divisa.

[Lello Voce – Poeta e giornalista]

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