Resistenza – Vittorio Arrigoni

vittorio3La storia siamo noi, la storia non la fanno i governanti codardi con le loro ignobili sudditanze ai governi militarmente più forti.

La storia la fanno le persone semplici, gente comune, con famiglia e casa e un lavoro ordinario, che si impegnano per un ideale straordinario come la pace, per i diritti umani, per restare umani.

La storia siamo noi, che mettendo a repentaglio le nostre vite, abbiamo concretizzato l’utopia, regalando un sogno, una speranza a centinaia di migliaia di persone. Che hanno pianto con oi, approdando al porto di Gaza, come i tre anziani palestinesi vittim e della diaspora imbarcati con noi, che non hanno mai potuto piangere sulle tombe dei familiari, hanno pianto, m a non sono state lacrime di gioia.

Il nostro messaggio di pace è un invito alla mobilitazione per tutte le persone comuni, a non delegare la vita al burattinaio di turno , a prendersi di petto la responsabilità di una rivoluzione, rivoluzione interiore innanzitutto, verso l’amore, l’empatia che di riflesso cambierà il mondo.

Abbiamo dimostrato che la pace è possibile in Medio oriente. Perché se un ebreo come Jeff Harper è accolto come un eroe, addirittura come un liberatore, da ddecine di migliaia di persone festanti in estasi, da quelli che la politica e i media si impegnano a dipingere come filo terroristi, la pace non è un’utopia, e se lo è abbiamo dimostrato che a volte le utopie si concretizzano.

Basta crederci, fermamente impegnarsi, contro ogni intimidazione, timore, sconforto, semplicemente restando umani.

Restiamo umani

Vik

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Aprile 2011

Il 15 aprile di quest’anno, il primo anniversario dalla morte di Vittorio, la palestra di Bulciago si è riempita ancora una volta. “Ricordando Vik”

Mi sono chiesta il perchè, come me lo chiedo ogni volta guardando I visi attenti e partecipi delle centinaia di persone che in quest’ano ho incontrato.

Non vengono per me. Sono convinta che la risposta sia Vittorio stesso. E’ la sua voce che racconta, le immagini che scorrono , le parole dirette e chiare come solo un sopravvissuto può dirle. Sono quegli occhi che hanno visto l’orrore, ma che sanno ancora sorridere, le maniche hanno soccorso I feriti e raccolto I morti, ma che tornano ad accarezzare I bambini. E’ la gioia che ci coinvolge ascoltando l’arrivo di Gaza, I sussulti di aura quando sentiamo I proiettili sibilargli accanto.

Dal suo coraggio, dalla determinazione a condividere giorno dopo giorno la vita precaria, ma “dignitosissima” dei recluse di Gaza, dalla sua ostinata convinzione che per I diritti umani valga la pena anche dare la vita, noi, che lo ascoltiamo stupiti e commossi, riusciamo a comprendere come il sogno, l’utopia a volte si possa concretizzare. Ritroviamo la speranza. Ed è ancora Vittorio a indicarci la strada: “ Basta crederci, fermamente impegnarsi, contro ogni intimidazione, timore , sconforto, semplicemente restando umani”

Ma ascoltarlo può essere pericoloso. Vittorio ci toglie ogni alibi. Turba le nostre coscienze, ci ricorda che se la sua vita è stata una vita speciale”Palestina è anche fuori dall’uscio di casa” e ciascuno può, deve fare la sua parte perché la pace, la giustizia, la solidarietà ci diventino compagne, ovunque noi viviamo.

Anche ai ragazzi che incontro nelle scuole, che poco o nulla sanno di lui, lascio che siano I suoi video a parlare. Io racconto della nostra vita insieme, di come abbiamo sempre parteggiato per lui e per I suoi sogni. Di quanto Vittorio ci abbiamo sempre tenuto nel cuore, anche se la sua casa era diventata la Palestina, noi che eravamo le sue solide radici. Parlo del lungo cammino interiore e concreto che ha portato la sua anima inquieta alla scelta definitive di porsi totalmente dalla parte degli umili e degli oppressi, convinto che quella fosse la ragione del suo esistere.

Dico ai ragazzi di non aver mai paura  di sognare e di sognare in grande, di guardarsi attorno e sapersi indignare per le ingiustizie, di pensare a Vittorio come all’amico, al buon compagno di viaggio che ti aiuta a trovare la direzione quando sei al bivio.

…………..

Dal libro di Egidia Beretta Arrigoni ” Il viaggio di Vittorio”

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