Fioriscono i sogni di Renato

Ciao Dariò,
come stai? 
io fra 2 settimane mi laureo, quindi sto abbastanza teso e concentrato. 

Ti scrivevo per dirti che dopo averci pensato a lungo mi farebbe piacere dedicare il mio lavoro di tesi a Renato. Sono tante le motivazioni che mi spingono a farlo e che ci tengo a dirti, e ho pensato comunque che prima di farlo, il minimo sarebbe stato comunicarlo a te e a stefania, così in caso fosse un problema o comunque preferiste di no, sono ancora in tempo a levarla. 
Anzi se ti va di girare a stefania questo messaggio, mi farebbe molto piacere.

Il legame che ho con la storia di Renato, è nato ancora prima di arrivare al cinodromo, e ne ho un ricordo ancora vivido. Stefania venne a parlare ad un’assemblea cittadina degli studenti medi nel parcheggio del Virgilio, io avevo 17 anni, e non conoscevo ne Renato, ne i suoi compagni, ne la sua famiglia. Ma mi ricordo le parole di Stefania:”…noi siamo per la vita, loro sono per la morte…”. 
Ci vollero anni prima che capì effettivamente quanto mi fossero rimaste impresse, e quanto poi nella vita mi hanno accompagnato. 

Dopodichè sono arrivato al Cinodromo, tramite Renoize, ed ho conosciuto tramite voi, tramite i suoi compagni e le sue compagne, gli stessi che adesso considero anche i miei, chi fosse Renato. 

Io ho cominciato l’università più o meno nello stesso periodo in cui sono arrivato al cinodromo, e negli anni sono cresciuto insieme al suo ricordo, anche se Renato non l’ho mai conosciuto, non l’ho mai vissuto.

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Ho capito che sono tante le passioni in comune con lui, dalla musica alla fonia, al viversi uno spazio sociale, a portare avanti delle lotte.

Ho capito quanto mi avrebbe fatto piacere conoscerlo, parlare di cose da tecnici del suono e di musica(anche se chissà, magari non ci saremmo stati simpatici)

Ho capito che la storia di Renato, anche se forse solo a livello sentimentale, fa ormai parte di me, ed è una cosa che non penso e non voglio mai lasciarmi dietro. 

Negli anni ho deciso di fare parte di Renoize, perchè ho pensato che questo progetto fosse una delle maniere per far si che la sua storia non fosse mai dimenticata, e anzi ho sempre sperato che altre persone si avvicinassero, affinchè la memoria fosse davvero un ingranaggio collettivo.

Adesso arrivo alla conclusione di un mio percorso, quello universitario, e sento che se davvero dedicarlo a qualcuno, qualcuno che negli anni mi ha dato la spinta per continuare ad andare avanti, nella vita e non solo negli studi, oltre alla mia famiglia,ai miei amici e ai miei compagni, vorrei che quel qualcuno fosse Renato. 

“A Renato, fratello, amico,compagno” è la frase che ho pensato di inserire all’inizio della mia tesi. 

Aggiungo anche che più o meno sapete come sono, il fatto che non sono di molte parole, e che considero tutto ciò una cosa molto personale che mi fa piacere condividere con voi. 

Per me questa dedica non rappresenta un tributo, non è una targa, ma è un pezzo di vita. Ma anche se sarei dispiaciuto se voi preferiste che non la mettessi, lo capirei e ciò non cambiarebbe di una virgola tutto quello che vi ho scritto sopra. 

Con affetto
Lorenzo

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