Manifesto per una rete contro le morti di stato

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MORIRE DI STATO

 

UN’ EMERGENZA DI DEMOCRAZIA 


 

Accade nel nostro Paese che  lo Stato possa  sottrarre un figlio e  restituirlo morto: negando ogni possibilità
di avvicinarlo, di esercitare il diritto di ogni madre di constatare la salute
e le condizioni del proprio figlio, anche di chi  si trova in carcere.

 

Accade nel nostro Paese che lo Stato 
“sequestri” le persone , attraverso 
i fermi, sospendendo ogni diritto umano e costituzionale di
comunicazione con i legali e le famiglie.

 

Accade nel nostro Paese che nelle carceri italiane siano morti più di 1.500
detenuti:150 morti l’anno in 10 anni, un morto ogni due giorni di cui più di un
1/3 per suicidio.

 

Accade nel nostro Paese che nelle carceri, un numero elevato di persone muoiano
prima di essere giudicate.

 

Accade nel nostro Paese che nelle carceri i giovani tra i 18 e i 24 anni si
suicidino: 50 volte di più che tra i non reclusi.

 

Accade nel nostro Paese che le detenzioni e le misure alternative siano
cresciute in modo esponenziale: nel 1990 
i reclusi erano 30.000 e  3.000 le
misure alternativa, dopo 20  anni  i reclusi sono 60.000 e 35.000 le misure
alternative.

 

Accade nel nostro Paese  che si facciano
gli indulti e si creino leggi che riempiono le carceri di reati minori. Dopo
l’indulto del 2007, quindi in soli 2 anni, il numero dei reclusi è ritornato a
quello ante 2007.

 

Accade nel nostro Paese che cadano in prescrizione reati gravissimi e che la
recidività per reati minori si accresca in modo esponenziale la pena.

 

Accade nel nostro paese che l’immigrazione, le mobilitazioni sociali , la
diversità e i comportamenti non conformi a regole, non condivise, stiano
riempiendo le carceri.

 

Accade nel nostro Paese che la società una volta
discuteva di recupero e di riabilitazione nelle carceri e di misure alternative
e che oggi chieda, in nome della sicurezza il carcere:

 


Noi tutte, donne e madri in tutto questo vediamo  un 
gravissimo segnale di deriva della nostra democrazia, una pericolosa
sottrazione delle libertà e dei diritti umani. Lanciamo un appello che vuole
dar voce ad ogni madre che, per diritto, voglia rivendicare la dignità e i
diritti violati dei propri figli.

Come le madri che in ogni parte del mondo hanno chiesto e continuano a
chiedere giustizia e verità per i loro figli, ci rivolgiamo alle donne e agli
uomini che ancora credono nel valore del diritto e della giustizia e li
sollecitiamo affinchè uniscano le loro voci alle nostre per richiamare
l´opinione pubblica di fronte alle proprie responsabilità.

 

 


CHE FARE

 

 

 

 

Chiedere giustizia e verità per le morti e i suicidi

 

Chiedere che vengano sottoposti ad indagini gli istituti di pena dove
avvengono i fatti

 

Chiedere trasparenza e un osservatorio sulle misure cautelari.

 

Sensibilizzare l’opinione pubblica  sul tema dei fermi e delle convalide di arresto
e dell’abuso delle misure cautelari in occasione di  mobilitazioni sociali e di dissenso.

 

Individuare leggi o parti di leggi che aumentano a dismisura il numero
delle persone nelle carceri: leggi (droga, Cirielli, immigrazione).

 

Richiedere l’abrogazione delle leggi sul consumo di droga e detenzioni
per i clandestini

 

Ricostruire la cultura del rispetto dei diritti umani e costituzionali
nel nostro Paese

 

Fare controinformazione  su ogni
abuso perpetuato dalle istituzioni nei confronti dei cittadini

 


 

CON CHI

 

 


 

 

Detenuti e i loro famigliari

 

Associazioni, movimenti, comitati sui temi dei diritti umani,
costituzionali, internazionali, comitati sulla verità e giustizia

 

 

Avvocati e magistrati

 

Assistenti sociali e operatori nelle carcere

 

Garanti dei detenuti nelle regioni

 

Cittadini

 


 

ADESIONI

Inviare le adesioni all’indirizzo di posta elettronica: madrixromacittaperta@libero.it

 

Comitato Madri per Roma Città Aperta

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