‘Cara Stefania prendo la matita nelle mie mani e ti scrivo’

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‘Cara Stefania prendo la matita nelle mie mani e ti scrivo’

Così comincia la breve lettera di
un alunno della II F, scuola media Enrico Medi, Torbellamonaca, scritta, come
le altre della stessa classe, dopo l’incontro con Stefania.

5 maggio ore 10, secondo
appuntamento, questa volta nella sede di via Merlini.                .

Il giorno precedente, mentre
guardavo distrattamente il tg regionale, mi erano apparse le immagini della
strada che ormai abbiamo imparato a conoscere, con il bar l’edicola la rotatoria
che portano alla Enrico Medi. Scatta l’ attenzione per la telecamera che
inquadra i palazzoni e i volti di alcune passanti che raccontano e commentano
l’ennesima aggressione contro un gruppo di stranieri, moldavi questa volta, un
ragazzo in ospedale.

Ne parlo con Stefania in
macchina, ci sentiamo come se volessimo svuotare il mare con un secchiello.

Eppure..

‘io ti ringrazio per essere venuta qui, per averci raccontato la storia
di tuo figlio’
scrive Giorgia G.

 

Anche in questa sede faremo due
turni nel piccolo teatro, allestito nel tempo da alunni e insegnanti. Al primo
turno partecipa la II F. Durante
il secondo turno l’insegnante, in classe, li farà riflettere e lavorare. Quelle
che riportiamo sono testimonianze del loro lavoro.

 Stessi nei due turni il vociare, l’agitazione,
i battibecchi che scompaiono all’istante quando comincia a scorrere la
fotostoria di Renato. E’ la conferma che quelle foto,  foto di quotidianità, parlano un linguaggio
che è anche il loro, descrivono situazioni in cui si ritrovano e che li toccano,
che rendono quasi tangibile un ragazzo che non conoscono.

 

 Scriverà 
Michela P.

‘ Passi di scuola in scuola

E parli e poi riparli.

Ci racconti della tua storia

E noi vediamo

Nei tuoi occhi tanto dolore.

Ti viene da piangere

Ma non lo fai ti fai coraggio

Perché vedi noi, ragazzi

Che ti fanno ricordare Renato

Un ragazzo con occhi celesti,

bello come il sole

con tanta voglia di vivere

e di andare avanti. ‘

 

Le parole di Stefania suscitano
domande a raffica, soprattutto su cosa ha fatto lei – la madre – il fratello,
gli amici. Il loro mondo, insomma. Nessun interrogativo su le responsabilità,
su la giustizia, sul mondo degli adulti.

‘Quando parlavi dentro di me c’era un sentimento di tristezza di
dispiacere’
scrive Thomas T. e non si fa fatica a crederlo pensando ai loro
visetti seri, di chi si confronta con un evento drammatico come la morte di
Renato.

Dice Giorgia P. ‘Quando lei ha detto la storia di Renato ho
provato a mettermi nei suoi panni ma non ci sono riuscita perché non ho il coraggio
che ha lei’.

 Ma quei visi seri raccontano anche altre cose

‘Ho capito che è difficile vivere senza un figlio, raccontare in tutte
le scuole la sua tragedia’
scrive Andrea E.

 

Scatta la solidarietà, la
protezione:

‘Per me sei una mamma speciale’ (Fabio M.)

‘Non ti preoccupare che Renato sta sempre accanto a te’ (Azzurra)

‘ Sei una brava mamma e sei riuscita a sfogarti andando per le scuole a
raccontare l’accaduto, e questo fa bene anche a noi’
(Luis P.)

 

Ma qualcuno va anche oltre,
percepisce un messaggio per quanto difficile, soprattutto in questa parte della
città:

‘Oggi, giorno 5/05/09, il tuo coraggio è la nostra forza. Grazie per
averci fatto capire che esiste la parola Amore non smettere mai di essere come 6’
(Michela P.)

‘Lei continui a vivere la sua vita ricordando Renato, perché lui è
vicino a lei. E poi continui a lottare, tanto ce la farà, però lei la vittoria
l’ha già conquistata, moralmente per me lei ha già vinto’
(Antonio B.).

 

Altri fanno proprio il messaggio
di Stefania, lo concretizzano in speranza per il futuro:

‘Io spero che quando avrò dei figli non gli succeda quello che è
successo a suo figlio Renato’
(Leone A.)

‘Mi dispiace per l’accaduto, le sue parole mi hanno colpito nel cuore.
La aiuterò a espandere quello che ha detto a gli altri….vorrei che in Italia
non ci fossero koatti’
(Mohamed B.)

 

Alcuni azzardano un giudizio
generale:

‘Tutto quello che è successo a Renato è molto triste perché quelle
persone che hanno ucciso Renato ci dovevano pensare perché non si può uccidere
una brava persona per qualche partito politico, ognuno ha la sua idea’

(Alessandro H.)

 

Ma c’è anche chi Stefania non è
riuscita a convincere e lo scrive apertamente:

‘Io al suo posto signora Stefania li ucciderei tutti e due così pure i
loro genitori capiscono quello che hanno fatto i loro figli’
(Sebastian T.).

 

Qualcuno dà spazio alla sua vena
poetica, come Nazire A. che commenta così l’incontro

‘le rose sono rosse

Le violette sono blu

Renato resterà nei nostri cuori come i suoi ricordi’

Qualcun altro si dimentica di
firmare quanto ha scritto oppure preferisce disegnare, con lo stile
coloratissimo di un ‘graffiti-writer’, il linguaggio dei muri e della sfida ma
i concetti sono chiari.

 

Chi l’ha detto che a
Torbellamonaca conoscono solo il linguaggio delle spranghe e dei coltelli?

 

Anche i silenzi parlano e nel
secondo turno della mattina questa regola viene rispettata. Notiamo che è un
silenzio pesante, difficile da spezzare. Una frase bisbigliata: ‘non vogliamo
far soffrire Stefania con le nostre domande’. Soffrire o ferire? In prima fila
un ragazzo fra i più grandicelli indossa una maglietta con una frase
inquietante sui vili. Alla fine dell’incontro Stefania, abbracciandolo,la
commenta. Il ragazzino le sorride in modo disarmante, ‘ma che cavolo m’ha comprato
mia madre!’ dice. Già, le madri. Anche i due assassini di Renato hanno madri.

Ci salutiamo.

Le parole di Eleonora M. parlano
al nostro posto

 

Io ho capito che il suo dolore è un dolore che non passerà mai.

E’ un dolore ma non un dolore comune, è la perdita di un figlio.

E’ sapere che prima vi salutavate, e poi non vi vedrete mai più.

E’ sapere che sono stati due ragazzi ad ucciderlo..

Ma riportare la memoria di un figlio, da scuola in scuola e dire: non
portate avanti la violenza

Ma siate saggi

E non tirate fuori armi

Perché faranno solo male,ma portate avanti la saggezza

E mai poi mai la violenza

È molto importante

 

 

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