Al Prefetto Carlo Mosca che non volle prendere le impronte ai bambini rom

Gentile Prefetto
Mosca,

 

con grande
rammarico abbiamo appreso la notizia del suo allontanamento dall’incarico. In
verità la notizia non ci ha preso di sorpresa perché già da molte settimane se
ne leggeva sui giornali ma abbiamo voluto credere fino alla fine che lo
spessore istituzionale della persona, il suo alto profilo morale, la grande
umanità avesse il sopravvento su quello che non esitiamo a definire un atto
gravemente autoritario e antidemocratico.

Manteniamo il
ricordo di un incontro civile, dove l’aggettivo civile rimanda a incontro tra
cittadini sia pure molto lontani tra loro e, a volte, su posizioni contrapposte
che, però, trovano nel confronto la via per dare sostanza alla parola
democrazia.

Cresce in noi il
timore che stiamo vivendo tempi sempre più lontani da questi valori e
sicuramente il suo allontanamento non fa che confermare il nostro timore.

Noi continueremo a
lottare perché la nottata, come direbbe Eduardo, abbia termine e siamo sicure
che Lei farà altrettanto.

Con stima

 

Madri per Roma Città Aperta

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