“All’armi, siam rock fascisti” di Eduardo Di Blasi – L’Unità sabato 18 agosto 2007

L’Unità sabato 18 agosto 2007

 

Eduardo Di Blasi

 

“All’armi, siam rock fascisti”

 

Tendenze inneggiano a
Benito, allo scontro fisico, contro banche usuraie e pedofili, insultano la
Reistenza: il fenomeno delle rock band di estrema destra esiste, soprattutto a
Roma è in crescita, e veicola idee di cui è bene essere a conoscenza.

“Primo: mi sfilo la cinta.
Due: comincia la danza. Tre: prendo bene la mira. Quattro: cinghiamattanza!”.
Quando Gianluca Iannone, leader degli Zetazetaalfa, gruppo musicale della “destra
non conforme” romana, urla nel microfono , gli spettatori sotto il palco
iniziano a percuotersi fra loro con la cintura dei pantaloni. C’è una
fascinazione da Fight Club, il film di Eduard Noreton e Brad Pitt tratto
dall’omonimo libro di Chuck Palahniuk, da anni presente nell’immaginario
collettivo di quel mondo. Qualcosa di goliardico ci spiegano. “ perché poi non
è che ci si fa male, non si mira alla testa e la cintura non si gira dalla
parte della cinghia”. Sarà.

Ecco: per capire la musica
della nuova destra fascista ( e non solo) italiana, non ci si deve rifare a un
genere, anche se un misto tra “street punk, 
rocketto goliardico, caciarone e sguaiato” per dirla con il loro
produttore Flavio Nardi, accomuna InseDia(che hanno qualche accento Ska) e Aurora
e in parte, ache se qui il rock diventa più pesante, ZZa. Giocano più sulla
melodia i 270bis e gli Hobbit. Suoni decisamente più rock sono quelli del
Londinium Spqr e la Peggio gioventù. Più elettronici i Sotto Fascia Semplice.
Seconda annotazione: il legame tra questi gruppi non è nella qualità della
musica (inizialmente bassissima), ma nella comunità per cui quella musica è
scritta: Perché sia chiaro, siamo davanti a quello che senza internet, sarebbe
rimasto sommerso di gruppi che hanno nel proprio immaginario l’idea di vivere
“sotto assedio”.

Secondo Nardi, uno dei
pochissimi produttori dell’area( l’etichetta si chiama Rupe Tarpea), questa è
ancora  musica che sentiamo per noi e tra
di noi e che per paradosso internet sta ingrandendo”. Fa un esempio. “Il rock
identitario francese voleva parlare agli altri, voleva arrivare ad essere
distribuito dal FNAC,. Per questo hanno perso la propria base e non sono
riusciti nell’intento di essere ascoltati fuori”. In Italia le cose sono andate
diversamente.

I testi.
L’universo di riferimento è quello che è. Siamo davanti ad una canzone di
militanza neo-fascista. C’è chi usa la goliardia (la hit che da il titolo
agll’ultimo album degli InSediA è quando c’era lui) e chi la butta giù più
pesante (…..) Pemane il concetto di scontro fisico nei brani ….E prendono
musica le parole d’ordine di questa destra: ordine, italianità , guerra alle
banche , all’aborto, alla pedofilia…..

Quanti li ascoltano. Poichè la comunità di riferimento non è
fortunatamente così ampia, le copie vendute si aggirano sulle 5/6mila copie per
un gruppo come i 270bis, sotto le duemila per gli altri. Il disco che ha
venduto di più è stato quello del cosiddetto “De gregari nero”, Massimo
Morsello: aderente ai Nar, riparato in Inghilterra per sfuggire a un mandato di
cattura, fondatore con Roberto Fiore di Terza posizione Internazionale,
deceduto a 43 anni per un tumore. Il suo Direzione del vento arrivò nel 1998 a
13 mila copie.” Ormai,  però, spiega
Nardi , questa musica si diffonde soprattutto via internet”, i ragazzi di 17
anni di oggi non hanno mai sentito un cd. Anche i concerti non sono oceanici.
Mentre i gruppi Skin che sono un’altra cosa, riescono a radunare nei momenti
maggiori fino a 2mila persone, qui siamo sui 3900/400 spettatori raccolti in club
o, più spesso, in discoteche prese in affitto. Il raduno maggiore c’è stato
l’anno scorso a Rieti. Era  dedicato a
Luigi Ciavardini, condannato per la stage di Bologna: il titolo era “Rock per
la verità”. Ci andarono 2mila persone: quella di un’altra verità per Bologna,
che vede Ciavardini capro espiatorio, è un obiettivo condiviso da questa
destra. Su una platea di 50/60 gruppi attivi, in Italia si fanno 150 concerti
l’anno. La pubblicità delle date e dei luoghi dei concerti è mimetica: “Se uno
va nelle librerie o nelle birrerie più vicine al nostro circuito trova le
locandine. Per informazioni c’è il numero di telefono. E’ la vecchia mentalità
di tenere la guardia alta”.

Chi sono.
I”padri” sono negli anni ’70.: Compagnia dell’Anello, Janus, Amici del vento,
Francesco Mancinelli. Sono gli anni dei “Campi Hobbit””. L’idea che si era
fatta strada anche nel MSI, era creare un tessuto comune(artistico, musicale,
culturale) in cui i militanti si potessero riconoscere. C’è una parola per
definirlo:metapolitica. Spiega Nardi, che pochi anni più tardi sarebbe
diventato il fondatore del Dart( la Divisione Arte del fronte della Gioventù):”
C’era una specie di cortocircuito per cui il militante classico arrivava a un
bivio: o diventare un politico di professione o si disamorava, metteva su
famiglia, trovava lavoro. La metapolitica ha creato una specie di ponte tra le generazioni”.
Una variabile importante per la diffusione del messaggio sono state le radio
libere. La maggior fu “Radio Alternativa”, che trasmetteva dalla sede del
fronte della Gioventù di via Sommacapagna. Ad animarla Teodoro Buontempo.
Niente dischi: la musica viaggiava su audiocassetta, spesso autoprodotta. La
distribuzione? “Dal giornaletto “La voce della fogna” di Tarchi ai centri
librari. Niente negozi di dischi: non ce li prendevano”. I “figli” arrivarono negli
anni’80: Intolleranza e Marcello de Angelis. La musica perde in parte
quell’alone mitologico per raccontare la strada, l’idea, i nuovi martiri uno
dei quali è il fratello di Marcello de Angelis, Nanni(militante di Terza
posizione, il “piccolo Attila” cantato da Gabriele Marconi) trovato morto in
carcere. Anche Marcello, militante di terza posizione, fuggì in Inghilterra
dopo una condanna per attività eversiva. Adesso è senatore di AN. E siamo ai
“nipoti”, quasi tutti romani:  Zza,
Insedia, Aurora, Hobbit, Sotto fascia semplice, La peggio gioventù, Spqr,
270bis (il gruppo di De Angelis). Ogni gruppo ha una sua parte politica nella
galassia della destra. Iannone (Zza) e Giuliano Castellino (lpg) militano nella
Fiamma tricolore. Aurora e insedia sono vicini ad Azione Giovani. Gli Hobbit a
Forza Nuova. I movimenti della galassia nera non si amano. La musica accomuna. Come
se non avesse colore, tra le sfumature del nero.

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