30 settembre 1976 Walter Rossi – 30 settembre 1974 – La strage del Circeo

walter

Le inchieste giornalistiche fatte tra i giovani a ridosso di giornate della memoria relative agli eventi delittuosi che maggiormente hanno segnato la storia della repubblica, puntualmente testimoniano gli effetti devastanti di una assoluta mancanza di cura della memoria storica del nostro paese, ma soprattutto dimostrano il successo delle politiche di disinformazione, di rimozione, di revisione attuate negli anni dalla gran parte delle forze politiche e e dalle stesse Istituzioni.

Sappiamo che una gran parte dei giovani non è a conoscenza delle cause, degli autori e delle conseguenze politiche e storiche delle stragi che hanno contrassegnato la storia del nostro paese , che ha visto come unici protagonisti le forze eversive di destra, i gruppi di fascisti di ogni periodo dal dopoguerra ad oggi.

Questo dimostra come la ricerca, la difesa e la trasmissione della verità non vadano mai messe da parte se si vuole garantire alle nuove generazioni quella coscienza necessaria a continuare a chiedere la verità sulla nostra storia

In occasione dell’anniversario dell’assassinio di Walter Rossi per mano dei fascisti con la copertura degli organi di Polizia, vogliamo ribadire che il miglior modo per ricordare i compagni uccisi, non puo essere la sola sfilata commemorativa,che sicuramente scalda i cuori. Il vero modo di celebrare il sacrificio di chi non c’è più ma continuare il racconto della storia degli anni e degli eventi passati insieme al racconto degli eventi attuali per dare una lettura più ampia e più attuale della nostra storia politica e scoiale alle generazioni future.

Il 30 settembre di due anni prima dell’omicidio di Walter Rossi, un altro terribile omicidio per mano di giovani aderenti in vario modo a gruppi fascisti romani. La morte e le lesioni gravissime dopo ore di tortura di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, in una villa del Circeo. Due anni prima nel 1973, un altro stupro con un evidente indirizzo politico di destra, quello subito da Franca Rame.

“Uno stupratore è sempre un fascista, perché lo stupro è un atto di prevaricazione, di sovradeterminazione, è l’esercizio di potere di chi pensa di disporre dell’altrui vita”. Ancora oggi questa stessa mentalità sottende alle attuali violenze quasi tutte sviluppate nell’ambiente familiare e all’attuale dilagare dei femminicidi. Lo stupro quale atto profondamente fascista (un atto egoista, di soddisfazione del proprio volere, un atto che parte dal non considerare le donne come persone ma solo come oggetti – un atto sessista che per radici culturali è simile al razzismo), a volte rivendicato in anni più recenti come atto politico da parte di partiti neofascisti e nazisti.

Ci sembra di continuare l’azione antifascista eresistente di Walter accostare e ricordare la sua morte con il racconto della resistenza al femminicidio portato avanti con grande determinazione da molte donne e associazioni, sempre più spesso fronteggiando lì atteggiamento di negazione e copertura delle istituzioni, e degli organi polizieschi.

“….Non c’è dibattito sul femminicidio e non ci può essere con chi lo nega, ci sono valori come essere contro il razzismo, contro la pedofilia, essere contro il nazismo e il fascismo, essere contro il femminicidio che in questa nazione sono fondamentali. Non c’è nessuna pluralità di opinione che possa giustificare il sacrificio di tali valori……..(Tania Passa)

Dedicato alla memoria di Walter Rossi, il giovane antifascista romano assassinato dai fascisti con la copertura della polizia, il 30 Settembre di 39 anni fa.
Dedicato a Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, torturate, uccisa l’una e ferita gravemente l’altra, al Circeo il 30 settembre 1975 da tre giovani romani appartenenti alla destra fascista.
Dedicato a Franca Rame, stuprata il 9 marzo 1973 da un gruppo di neofascisti su indicazione di rappresentanti dell’Arma dei carabinieri come testimoniato in processo

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