A Stefania


A Stefania…con Renato nel cuore
Apro fb …io non giro nelle case dei miei contatti, leggo quanto scorre nella home, ma certamente ho le notifiche attivate su persone o pagine a cui ho interesse. Stefania Zuccari è una di queste persone, Stefania donna, sorella, compagna e amica Stefania madre di Renato ucciso dall’infamità e dalla vigliaccheria di lame fasciste, a Focene otto anni fa’ proprio nel mese di agosto, quando vediamo i nostri figli cantare e ballare allegri nelle feste di piazza, anche a  Renato piaceva la musica,la musica  reggae, come a tanti di loro. 
Renato era una “zecca”, è così che ci chiamano i fascisti, questa era la colpa di Renato essere una “zecca” essere un compagno, un antifascista a cui piaceva la musica reggae.
A Stefania, gli assassini di suo figlio e nessuno dei familiari di questi, ha chiesto mai scusa, neanche nelle aule di tribunali quando lei li guardava dritto negli occhi, mai un gesto di pentimento, niente verso questa donna, verso una madre a cui è stato strappato vigliaccamente il figlio, non c’è dolore piu’ grande per una madre, impensabile soltanto immaginarlo, un dolore infinito, una ferita che non rimargina mai un’angoscia che non abbandona mai.
Io dico spesso a Stefania che noi, pur amandola tantissimo, non potremo mai condividere questa sofferenza nella sua totalità, torniamo a casa e troviamo i nostri figli e male che va’ in qualsiasi momento del giorno e della notte possiamo alzare il telefono e sentirne la voce.
Stasera leggendo gli stati di Stefania non riesco a commentarne uno, ogni mia parola, a quanto lei scrive, mi sembra come il gessetto sulla lavagna quando stride, ogni mia parola mi sembra troppo o troppo poco. Stefania stasera scrive di Renato del suo amore per Renato , dell’amore per questo “nostro” figlio .
ti voglio bene
con rabbia e con amore
Renato nel cuore

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Per la prima volta dopo sei anni che la conosco e che ho risposto alla sua chiamata per partecipare al Comitato, ho visto Stefania piangere. Non come ho visto in questi anni con la durezza del contenimento delle emozioni, ma con tante lacrime che hanno rigato e bagnato il suo volto solare, straziata e addolcita allo stesso tempo dal suo immenso dolore.
E ancora una volta mi sono ripetuta che è il dolore di Stefania che mi ha riportato sulla strada di un impegno sociale e politico, contenuto, ma stavolta, a differenza degli anni della giovinezza, carico di emozioni e di significato.
Accompagnare Stefania nelle stanze di Renato, ascoltarla parlare delle aspettative, dei progetti di Renato, accompagnare Stefania in questo percorso sempre in salita e forse, sempre più in salita, è l’unico impegno politico che in questo momento ho voglia di assumere.
E la lucidità di scelta di Stefania, in questo percorso se andare di qua o di là, di fermarsi o di sostare è la mia linea politica prescelta.
Avere come “leader” una madre che trasforma il dolore in un carburante energetico per far rinascere il proprio figlio, che pratica un nomadismo del dolore per far rinascere anche i figli di altre madri è un’esperienza “politica” fortissima, filo rosso che unisce decine di donne nello spazio e nel tempo.
Con lei, su questa strada, ho capito meglio il senso di ricordo e di memoria, che non è solo il racconto di fatti avvenuti, ma è l’appropriarsi delle menti e dei corpi di chi ci ha preceduto in un percorso di sogni e progetti di libertà, e sentirsi come solo una madre in gravidanza si può sentire, un corpo unico, con suo figlio, che si muove, uno strumento per la nascita di nuovi corpi di nuove menti di nuovi sogni.
Quella pancia di Stefania che si addolora e si contorce ogni giorno, e ancora di più ogni anno in agosto è un ventre fertile che vuole ripartorire e noi altre donne le levatrici che l’aiuteranno.

Stefania, sono orgogliosa di far parte del Comitato che hai creato in nome di Renato.
Ritengo che da quando ne faccio parte mi sento una donna migliore.
Grazie Stefania, donna combattente e resistente!
 

Stefania cara, quando ti ho conosciuta, avevo soggezione di te, mi sentivo timida per la prima volta nella mia vita (io non lo sono mai stata) non sapevo cosa dirti, perché tutto quello che volevo dirti mi sembrava inutile e stupido.
Ora, dopo 6 anni (data in cui mi sono presentata al cinodromo) sono contenta di averti conosciuta, sei una persona stupenda sia fisicamente che caratterialmente. Il tuo modo di parlare a braccio quando ci sono gli eventi è naturale ed infiltrante ed io ogni volta mi commuovo per la tua sofferenza.
Ti voglio bene

 

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Ciao Stefania,
voglio dirti che esiste una grande differenza tra una persona normale e una persona speciale come te. La persona speciale è una persona normalissima, solo che crede sempre in quello che fa, in quello che dice ed è sempre coerente nel suo modo di comportarsi. Ti ricordi di me in ogni momento anche attraverso piccoli gesti che denotano tanto affetto. Da quando ti ho conosciuta abbiamo trascorso momenti fantastici anche se emotivamente molto forti. Ti considero come una sorella (Spesso sei tu a chiamarmi così) perché per me ci sei sempre. Una battuta, un tuo sorriso, un tuo consiglio mi fanno stare bene. Due persone unite dalle lotte, due mondi che si abbracciano nelle stesse idee. Come è strana la vita! Mi ha regalato persone uniche e sensazioni stupende. Certe volte mi chiedo se io so ricambiare tutto questo. Questa persona speciale da un po’ di tempo fa parte della mia vita e per questo mi ritengo molto fortunata. Un abbraccio grande

Cara Stefi, cara nel vero senso della parola,  ossia preziosa. Che tu possa sentire in questa sempre terribile ricorrenza l’energia del mio e quindi del nostro affetto. Così vero, così forte.
In te, donna vera e fragile, riconosco la forza e la tenacità di una MADRE ferita. Ed è per questo che io, che non ho neanche conosciuto il tuo Renato, oggi lo conosco ed ho  imparato ad amarlo per cui a pensarlo. E tu sai bene quale sia la forza di un pensiero. Con lui ho acquistato un amico in più ma sono certa che anche Renato, da una dimensione a noi ignota, percepisce questo flusso di amore che arriva da tante persone che non aveva mai visto o conosciuto.
In quanto a te, inutile ripeterti il come sia cambiata la mia vita da quella sera d’estate in cui mio figlio, sconvolto, con difficoltà riuscì a dirmi quanto era successo.
Riuscirò mai a darti indietro tutto ciò che tu hai e continui a dare a me? La tua perseveranza, il tuo non mollare anche quando immagino che ne avresti una gran voglia, il tuo immedesimarti nelle altre Madri che per colpa della violenza che qualche disgraziato ha assunto come valore nella sua vita diventando un assassino, hanno perso il bene prezioso che rappresenta un figlio, tutto ciò è per me un esempio costante.
Ti voglio un bene enorme.

Luce e rinascita
il grembo delle donne protegge il seme, cresce il frutto
custodisce il cuore
Il coraggio di una donna è la bellezza di un cuore amorevole
e la bellezza di una mente aperta
Cara sorella, cuore grande Semplice coraggio
l’insegnamento di una madre non ha eguali
l’abbraccio delle madri forti, sincere, semplici
combattive
manterranno viva la luce dei figli.
Grazie Stefania

 

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