E’ iniziata l’età della barbarie: 5000 pistole in città

Vigili, pistola per tutti

Ecco il nuovo Regolamento per gli agenti municipali
di Giovanna Vitale

Pistola per tutti, previa abilitazione e corso teorico-pratico di
tiro, salvo per chi eserciterà l´obiezione di coscienza. È quanto
prevede la bozza di Regolamento che, per la prima volta, dispone
l´uso delle armi per i vigili di Roma. Messa a punto dal capo di
gabinetto del sindaco, Sergio Santoro, insieme al vice Tommaso
Profeta, è stata già inviata per un parere informale all´ufficio
studi del Viminale nonché ai vertici della polizia
municipale.
Un testo discusso ieri pomeriggio dal comandante Giuliani
nell´ufficio del segretario generale Gagliani Caputo e anticipato
in mattinata da Alemanno ai sindacati: «Tra gli obiettivi c´è
quello di aumentare la capacità di autodifesa degli agenti».
Sedici articoli, per larga parte frutto di un sapiente "copia e
incolla" dal decreto ministeriale n.145/1987, che stabiliscono
l´assegnazione di una pistola semiautomatica o a rotazione dopo
aver verificato i requisiti psico-fisici disposti
annualmente.
I caschi bianchi «in possesso della qualità di agente di pubblica
sicurezza – si legge nel provvedimento – svolgono servizio esterno
di vigilanza muniti dell´arma in dotazione». E poiché «a Roma tutti
i vigili urbani hanno tale qualifica» spiega Alessandro Marchetti,
segretario aggiunto del Sulpm, «le pistole verranno date a ciascuno
dei 6mila dipendenti del Corpo, come già avviene in tutte le grandi
città, da Milano a Genova, Firenze e Napoli».
In ogni caso, a scanso di equivoci, la bozza elenca i servizi per i
quali l´arma è obbligatoria: notturni, di pronto intervento diurno
e notturno, vigilanza e protezione delle sedi istituzionali del
Comune, vigilanza delle armerie, scorta.
Mentre non l´avrà chi «svolge prevalentemente e continuativamente
servizio interno» come gli amministrativi. Un inciso che tuttavia
solleva non pochi dubbi fra i tecnici. Insieme a quello previsto
dall´art.6, comma 4, laddove si dice che chi ha la pistola in
dotazione può portarla dal proprio domicilio per raggiungere il
luogo di servizio, ma non viceversa. Fra le altre disposizioni:
indossare la pistola «in modo non visibile» qualora si effettuino
servizi in borghese e riconsegnarla quando si va in ferie.

La repubblica (18 giugno 2008)
 
 

Campidoglio: pistole e manganelli per i vigili
Alemanno: «Ma non saranno sceriffi»



ROMA
(18 giugno) – La giunta del Comune di Roma ha approvato all’unanimità
la delibera sull’armamento dei vigili urbani. Il regolamento, composto
da 18 articoli, prevede che gli uomini della polizia municipale
capitolina in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza
potranno essere dotati di pistola «a funzionamento semiautomatico,
ovvero a rotazione, calibro nove per diciassette», salvo che non
decidano di avvalersi della facoltà di obiezione di coscienza o non
abbiano i requisiti psico-fisici previsti dalla dalla legge per il
rilascio del porto d’armi. Gli agenti potranno usare anche spray anti
aggressione omologati e manganelli di gomma («mazzette distanziatrici
in gomma di 50/60 centimetri e di peso inferiore ai 500 grammi»). La
squadra d’onore del Comando generale avrà in dotazione una sciabola
«per esclusiva esigenza di difesa personale previa autorizzazione del
ministero dell’ Interno». La pistola sarà assegnata «in dotazione
individuale e in via continuativa», l’agente cioè non avrà l’obbligo di
riconsegnarla a fine servizio.

Alemanno: «Non saranno vigili-sceriffi».
«Non inseguiamo affatto velleità da vigili-sceriffi ma puntiamo a un
più efficace impiego dei vigili stessi come polizia di prossimità nella
lotta al degrado e alla criminalità di strada» ha detto il sindaco
Gianni Alemanno. «La delibera approvata oggi – ha aggiunto – è solo un
primo passo di un iter che si concluderà con il voto della commissione
consiliare competente e del Consiglio comunale. Il passaggio per noi
decisivo è il confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative
della Polizia municipale del Comune di Roma. Sarà in quella sede che 
verificheremo il grado di consenso degli appartenenti al corpo su
questo cambiamento, nonché tutte le procedure tecniche necessarie a
rendere il più sicuro e professionale possibile il percorso per
garantire l’autodifesa dei nostri agenti».

Il messaggero (18/6/2008)

 

Un sindacato di polizia: «Così i vigili nel mirino della malavita»

ROMA (18 giugno) – La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia
(Consap) critica l’approvazione della delibera del Campidoglio
sull’armamento della polizia municipale e ai vigili urbani
provocatoriamente dice: «Benvenuti, agli amici della polizia
municipale, nel mirino della malavita».

Il primo sindacato autonomo della Capitale si augura che la
proposta sia adottata solo dopo averne valutato gli aspetti positivi e
quelli negativi. «Fra i contro – spiega la Consap – ci permettiamo, in
base alla nostra esperienza, di dire che un criminale, contro un vigile
armato, potrebbe alzare il tiro, esponendo i vigili romani allo stesso
rischio che corrono i poliziotti ogni giorno e che sono costati un
tributo altissimo in termini di vite umane a tutte le forze di polizia.
Inoltre invitiamo, come sindacato di polizia, gli appartenenti al corpo
della polizia municipale, a perorare insieme a noi il ripristino del
reato di oltraggio a pubblico ufficiale, per il quale da mesi noi della
Consap abbiamo avviato una raccolta di firme in tutta Italia,
chiedendone l’estensione a tutte le divise che a vari livelli
rappresentano le istituzioni. Solo in questo modo la divisa e chi la
indossa possono recuperare dignità operativa, e magari individuare quel
deterrente efficace che non può essere l’arma in dotazione».

 

Il messaggero (18/6/2008) 

 

 

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