Dedicato a Ornella Serpa

Ciao
Ornella

No
n ci mancherà,
è con noi
«HIC SUNT LEONES» direbbe
Ornella, accattivante leonessa pronta al conflitto a suon di citazioni in
latino.
Quante risate ci siamo fatte con lei giocando con il suo piglio da
avvocata.
Nelle sue battaglie, affilate quanto disarmanti, emergeva tutta la
sua cultura e intelligenza di nuova donna del sud. Prostituta per necessità e
virtù, femminista indomita.
In altre parole, un disastro e una
meraviglia.
Con Ornella abbiamo capito ed elaborato che non esistono le donne
biologiche, che ogni cosa nella vita non è data, ma determinata. Lasciare la
prostituzione le ha portato tante complicazioni con le quali non ha fatto in
tempo a fare i conti. Ornella ha vissuto sulla propria pelle, con la lucidità
della contraddizione, le ingiustizie di questa società: la violenza sessista, il
ricatto del lavoro, la "normalità" assassina, la violenza delle speculazioni che
a Roma hanno reso un privilegio il diritto alla casa.
Le ha attraversate
tutte, ne ha portato i segni addosso. Ha sempre lottato, con rabbia e dolcezza,
e la pensiamo così.
Ma non ci mancherà. Perché Maria Ornella Serpa è e sarà
parte del nostro percorso, delle nostre vite e dei nostri progetti.
A/matrix

amatrix@inventati.org

Umanità, dolcezza,
rabbia
Ornella Serpa,
una delle primissime militanti di Facciamo Breccia, è morta.
La ricordiamo
attiva in molte circostanze, in particolare durante l’organizzazione del primo
"no vat", quando è stata una delle pochissime presenti su Roma, o durante le
contestazione di Ratzinger alla Sapienza.
Una vita sulla strada, una vita
nelle lotte glt e femministe, una vita sulle barricate.
Una vita coraggiosa:
il coraggio e l’orgoglio di non essere l’uomo d’onore che avrebbe dovuto, ma di
essere una donna incazzata e tenera al contempo.
Ha vissuto le sue
contraddizioni visceralmente, con umanità, dolcezza e rabbia: davvero troppo per
questo mondo.
Una vita coraggiosa che ha pagato fino in fondo.
Per ora
semplicemente possiamo dire che è morta una di noi, ma che proprio per questo
abbiamo un motivo in più per vivere e combattere. Anche per lei, per la vita che
ha fatto, perché aveva scelto anche noi come compagn* di strada del suo
riscatto.
Hasta la breccia, Ornella!
Facciamo Breccia

La ricordano
sex workers
di tutta Europa
Ornella è stata una compagna di lotta,
un’attivista appassionata che ha avuto spesso il coraggio di denunciare e
gridare scomode verità. Non si è mai tirata indietro ed ha avuto il coraggio di
esporsi non solo per battersi contro le ingiustizie sociali, ma anche contro gli
abusi di potere e l’arroganza che lei stessa ha subito dalle istituzioni. Le
minacce e la violenza le ha provate sulla propria pelle, e anche gli affronti e
quelle ferite psicologiche che incidono profondamente e restano incancellabili.

Ornella ha speso molta parte della vita per affermare il proprio diritto ad
esistere. Perché quando non viene riconosciuta la propria soggettività, il
proprio orientamento sessuale e il proprio genere di fatto ci viene impedito di
esistere.
Siamo pervasi da modelli dominanti che pretendono di mettere al
bando chi fa scelte non conformiste. Società la nostra fondata su quelle sacre
famiglie patriarcali, benedette e bigotte che non esitano a chiudere le porte e
il cuore anche ai propri figli pur di salvare le apparenze. Perfino l’aiuto e
l’assistenza delle istituzioni viene meno quando non si è "conformi", anche
questo lo ha toccato con mano Ornella.
Questa primavera si sta rivelando non
solo sfortunata ma anche crudele, si è portata via una compagna combattiva e
generosa che si era unita alle lotte di tante compagn* non solo per le cause che
la riguardavano di persona, ma per le tante lotte per le libertà e i diritti di
tutt* . Io non la dimenticherò, e tutte le sex workers del movimento europeo non
la dimenticheranno.
Pia Covre

Occuperemo
una casa insieme
La
materialità della vita pesa come pesano le cicatrici stampigliate sui corpi, e
fanno la differenza. Mi sento una straniera e mi sento piccola di fronte a lei.
Non ci sono parole possibili per colmare la distanza, mi sembra. E’ il suo
sguardo denso che mi dice che non c’è vicinanza. Parole parole parole che
risuonano a lato, come se non avessero la forza di mutare nulla.
Ma la
chiacchierata di oggi è autentica, è diversa da sempre forse perché ci troviamo
a parlare delle condizioni materiali delle nostre vite. Ci troviamo a parlare di
case. La casa di cui abbiamo bisogno entrambe. Vogliamo una casa. Scopriamo che
è l’obiettivo concretissimo che ci accomuna. La casa è un sacrosanto diritto,
siamo accordo. Che fare? Dobbiamo costituirci in associazione, mi dice. Una
associazione di donne, per organizzare una occupazione di donne. Occuperemo uno
stabile a Roma, possibilmente nella zona centrale. Dobbiamo darci da fare da
subito. Entusiasmo! Occupazione, autogestione. Risolveremo il nostro problema
principale. Ma daremo alla cosa una valore aggiunto. Sarà una occupazione tutta
al femminile. Ci inventeremo attività culturali, iniziative politiche, renderemo
quello spazio un luogo di produzione di idee, con spazi condivisi, aperti
all’esterno. Dopo l’esito elettorale ci metteremo a lavoro. Ci salutiamo piene
zeppe di futuro dentro il corpo.
E’ passato meno di un mese da quel
pomeriggio. E io la prendo alla lettera. Ci metteremo al lavoro da subito, cara
Ornella.
Linda Santilli del Forum delle donne Prc

Oltre il femminismo
"biologico"
Ornella è stata una presenza importante negli incontri della Rete
femminista, non solo per le sue analisi sul "lavoro sessuale", ma soprattutto
per la scioltezza con cui ci ha messo a confronto con la sua fisicità
transgender. In questa è stata certamente al di là di ogni luogo comune, senza
mai rivendicare una posizione particolare, ma assumendo fino in fondo la sua
nuova identità. L’agio con cui stava nel giardino della Casa internazionale
delle donne, mettendo al bando ogni curiosità morbosa, testimoniava del lavoro
su di sé che indubbiamente aveva compiuto. La semplicità dei suoi saluti,
affettuosi e fisici, e dei suoi interventi nel corso delle assemblee,
contribuiva a cullarci nella soddisfazione di essere andate avanti rispetto a
quel femminismo "biologico" che, almeno per le più grandi, rimaneva il nostro
orgoglio, ma anche il nostro dubbio. Non era facile intravvedere nella sua calma
sicurezza la difficoltà e la solitudine di un percorso di vita così innovativo,
così radicalmente rivoluzionario. Di questo ci parla la sua morte prematura. Di
questo e dell’incapacità di accogliere la diversità senza, in un modo o
nell’altro, volerla normalizzare. Ancora – dunque – grazie, Ornella.
Bianca
Pomeranzi della Rete femminista

Sembrava pronta
a lottare
ancora
Ornella Serpa era una bellissima donna, bruna, dagli occhi scuri che
ti guardavano dritto in faccia mentre dalla bocca le uscivano parole sincere,
anche dure, critiche, senza indulgenza e senza diplomazia. Era molto colta,
preparata giuridicamente sui diritti delle persone e in particolar modo di
quelle che avevano deciso di non conformarsi, di non subire le imposizioni dei
bigotti, dei campioni della doppia morale, degli ipocriti contro i quali
combatteva strenuamente. L’ultima volta che ci siamo incontrati mi ha raccontato
delle difficoltà esistenziali che stava vivendo, era piuttosto depressa ma la
luce dei suoi occhi non si era spenta, sembrava fosse pronta a risollevarsi per
continuare a lottare e infatti stava per cominciare a lavorare, a guadagnare il
necessario per superare almeno gli ostacoli più vicini. Ciao Ornella, grazie per
quello che ci hai insegnato, non ti dimenticheremo.
Saverio Aversa

Il
libro
che non ha scritto
«Quando andrò in pensione scriverò un libro di
fuoco sulle prostitute e sui clienti». Così mi prometteva Maria Ornella al
termine di una intervista, nel dicembre 2006. Ci eravamo incontrate nel suo bar
preferito di San Lorenzo, dove servono té e biscottini, e avevamo chiacchierato
sul mondo della prostituzione. Scherzava, Ornella: «Con quei capelli biondi
potresti farmi concorrenza». Infarciva il discorso con dotte citazioni in
latino, il residuo degli studi di giurisprudenza. Era contraria alla
legalizzazione della prostituzione perché, diceva, avrebbe legalizzato il
dominio dell’uomo sulla donna. «In fondo tutti gli uomini sono clienti», amava
ripetere. E così, quando le avevo chiesto come si immaginava a 60 anni, si era
fermata un attimo per pensare, e poi aveva risposto che le sarebbe piaciuto
scrivere un libro-denuncia per squarciare il velo di ipocrisia che circonda
clienti e prostitute. Purtroppo quel tempo non è arrivato. E questo è il ricordo
indelebile che ho di lei: un pomeriggio di lavoro trasformato in una
chiacchierata piacevole e colta. Che la terra ti sia lieve, dolce
Ornella.
Laura Eduati

Gli articoli
che non firmerà più
Ornella
il giorno che l’ho conosciuta, alla Casa internazionale delle donne, per un
dibattito sui Pacs: la sua era la relazione più "quadrata", più documentata,
giuridicamente inattaccabile. Le sue mani le più curate.
Ornella durante un
forum su movimento glbtq e femminismo qui a Liberazione : lucida, radicale,
irriducibile nel chiedere meno leggi più diritti. Per tutte e tutti. Per le
donne, le/i trans, le prostitute. I mondi che aveva attraversato. Le persone che
le stavano a cuore. Con gli occhi a volte severi, a volte ridenti.
Ornella
alle assemblee femministe. Ornella alle manifestazioni.
Ornella con la sua
firma sul nostro giornale. Pochi pezzi, importanti, preziosi. Nati dal vivo
della vita vissuta, intelligenti, ironici, capaci sempre di dare
battaglia.
Ornella con la sua morte, per noi inattesa e ancora incredibile.
Ci manchi già, ci mancherai moltissimo strada facendo.
Carla
Cotti

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