11 Maggio, 2008 19:04
Renato, Stefania e la Costituzione
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09 Maggio, 2008 19:58
Stefania vs Santoro
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sono Dile che scrive nel blog di Federico,
ho appena finito di guardarti ad Anno zero.
Oggi sono stata fuori tutto il giorno e, non avendo avuto modo di connettermi al blog degli Aldro; non sapevo della tua partecipazione ad Anno zero.
Sapevo che avrebbero parlato del ragazzo ucciso a Verona e avevo deciso di guardarne una parte almeno; a un certo punto stavo per andare in camera quando a un tratto ho sentito la voce dolce e composta di una signora dall'accento romano che diceva la parola 'Focene'....ti giuro che non potevo crederci!!
Ho detto a tutti a casa mia, mamma , papà , nonna , fratello sorella e pure la cagnolina 'Quella è Stefania, la mamma di Renato!'...
Sono stata felicissima di vederti....sei bella e bionda proprio come ti avevo immaginato, è incredibile; e somigli tanto a Renato, o forse è lui che somiglia a te.
Cara mamma Stefania...sono davver contenta di averti potuto vedere... e volevo dirtelo per questo ti ho inviato questa mail.
Era terribile pensare alla vicenda di Renato e sapere che mai , in nessuna trasmissione, ne avevano parlato. Adesso qualcuno vedrai, metterà i tuoi video su youtube, la vicenda di Renato sarà piu conosciuta....
vorrei metterlo io il video con te su yt ma purtroppo non so come scaricare le puntate.
Sei stata bravissima alla fine, quando hai detto che bisogna chiamare queste metodiche comportamentali con il loro nome, FASCISTE.
quando hai detto che non dirlo sarebbe stato troppo brutto, e sbagliato, e che lo dovevi a Renato.
Quando hai detto 'Santoro, noi cosi li legittimiamo questi comportamenti'...quando hai parlato del rispetto dei valori costituzionali....
noi da casa ti abbiamo detto BRAVA BRAVA..
Brava Mamma Stefania....avrei voluto essere in studio per abbracciarti.
A dispetto di questa assurda società orwelliana in cui tutti si fanno i fatti loro, denunciano il collega, nominano il collega concorrente e criticano il prossimo per farsi spazio, che berlusconi vuole trascinare nell'abisso, ci saranno SEMPRE tante persone che continueranno a tenere vivi i valori dell'antifascismo.
certe volte penso che sia quasi un miracolo che ci sia ancora metà del paese che non lo voti dopo 20 anni di lobotomizzazione mediatica.
Ma questa sera sono contenta di averti visto.
e siccome penso che non sia giusto che io abbia visto te e tu non conosca me ti mando una mia foto.
In questo paese, a dispetto di tutto, ci saranno sempre, e sempre, e sempre , coloro che terranno vivi i valori dell'Antifascismo.
una carezza dolce a Renato, quel bellissimo ragazzo di tuo figlio...laureato a 24 anni e sorridente come il sole....
un grandissimo abbraccio
Diletta
07 Maggio, 2008 20:24
Ancora una volta, nel nostro
paese, a Verona, una vita è perduta per l'aggressione
da parte di giovani che hanno come idea guida il razzismo, l'intolleranza del
diverso.
L’uso della violenza fisica e verbale è segno di una scomparsa della capacità critica che spinge il violento a proclamarsi giudice e boia del suo avversario dichiarato o anche di qualsiasi categoria egli senta come nemica.
Il razzismo,come caccia al diverso, allo straniero, al povero, al deviante, a chi non accetta di appartenere al gruppo;
la cultura sessista, omofoba, intollerante, escludente che nasconde la paura e l’incapacità di misurarsi con altre culture, di mettersi in discussione;
la mitizzazione e l’uso della forza, delle armi, dei coltelli che vengono sfoderati e mostrati in ogni occasione;
la diffusione di numerose bande di adolescenti che incombono sui quartieri di periferia; portano un unico segno, quello dell’ideologia della sopraffazione, dell’odio per le minoranze e le diversità. Sono figli di una mistica razzista che si richiama ai principi fondanti dell’ideologia fascista e nazista.
Nelle stanze di chi ha ucciso Nicola Tomassoli a Verona sono stati trovati i simboli del fascismo e del nazismo. Sulle braccia di chi ha ucciso Renato Biagetti a Roma erano tatuati i simboli della estrema destra.
Non vedere le dimensioni di questi fenomeni, anzi continuare a darne interpretazioni riduttive significa non capire che non stiamo parlando di ‘gruppetti’ e meno che mai di nostalgici ma di una parte di giovani italiani che guarda al passato non solo come insieme di simboli ma come prova che si può passare all’azione contro un mondo che non funziona e non può funzionare proprio perché è democratico e tollerante.
Eppure questa violenza non si cancella con le rivisitazioni della nostra storia ma piuttosto nel cercare di conoscere e capire come e perchè si senta "escluso" e "potente" chi vive come una gara e una sfida costante la vita della polis, qualunque sia la sua situazione geografica e anagrafica.
Le istituzioni, i massmedia, gli uomini di cultura sono chiamati a rispondere rispettivamente della loro inerzia e dei tanti opportunismi che anche in queste ore permettono di dare dignità di analisi socio-politica a quelle che sono solo pericolose farneticazioni.
Se solo, al primo assalto, alla prima aggressione, al primo saluto romano, fossero state applicate tempestivamente le leggi che in Italia mettono al bando il fascismo e il razzismo,.
Se solo la parola sicurezza fosse interpretata come battaglia per una cultura della tolleranza e del rispetto delle diversità.
Se solo la parola antifascismo invece di essere messa ad equa distanza dalla parola fascismo, fosse interpretata come l’azione continua dei cittadini democratici contro ogni forma di razzismo e intolleranza. Se continuassimo a considerarlo un valore fondante
Nicola e Renato sarebbero ancora qui con noi.
E’ necessario interrogarci su cosa è oggi o che cosa può essere oggi l'antifascismo.
Noi ne siamo convinte: l’antifascismo oggi significa diritti, uguaglianza, partecipazione, pace.
Comitato Madri per Roma Città Aperta
http://madrixromacittaperta.noblogs.org/
01 Maggio, 2008 21:46
Lettera a Veltroni
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sono Stefania la mamma di Renato, dopo aver visto l'ultima clamorosa sconfitta con Alemanno al balcone e mani tese ovunque, ho chiuso la televisione e mai piu' riaccesa.
Pensavo di aver pianto tutte le mie lacrime invece no, in un attimo tutte le coltellate si sono riaperte hanno sanguinato in maniera ancora piu' copiosa, a quest'ora sono davanti al pc a chiedermi e richiedermi come e' possibile, perche' e' accaduto, vorrei trovare soluzioni che non ho.
Lunedi' ad Ariccia dove si svolgeva la partita di rugby con gli All Reds negli spalti semivuoti sono arrivati 30 nazyskin, terrore tanto terrore..... vale rischiare la vita per lo sport?.
Incontro tanti ragazzi nelle scuole che con gli occhi lucidi mi chiedono...... come facciamo, abbiamo paura. Cosa puo' dire una madre una donna se non con un sorriso... e' vero figlio mio stai attento non andare solo guardati sempre e, poi con dolcezza non far morire mai le tue idee sono un patrimonio inestimabile credici sempre.
Sai Walter una donna se li sente suoi, perche' gli appartengono ma il crollo di tutto e' grande, la paura paralizza e dire nella mia citta' guardati sempre e' terribile, ma non dai romeni o altri migranti, ma dai tuoi stessi simili ragazzi come te, imbottiti di violenza.
In questi giorni mi sono trovata a pormi sempre la stessa domanda, ma tu eri veramente in buona fede quando parlavi di equidistanza? che il fascismo in definitiva non esiste piu'? sai e' una mia esigenza personale lo devo sapere, non posso credere che veramente hai abbandonato tutti questi fiori in mano a dei criminali armati, i quali non sanno coniugare la parola amore, dove in loro c'e' solo odio.
Credimi sto piangendo, non voglio piu' vivere in questo paese....... quanto vorra' da chi CREDE a parole come DEMOCRAZIA, LIBERTA', UGUAGLIANZA e PACE?.
Da uomo e politico dammi una risposta, ti abbiamo votato almeno alcune di noi lo hanno fatto siamo andati tutti x Rutelli ed ora da dove ricominciamo?
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Stefania Zuccari
10 Marzo, 2008 11:39
Documento del Comitato Madri per Roma Città Aperta
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A Roma crescono disparità sociali, disagi alloggiativi , precariato selvaggio, con un ritardo nella valutazione da parte delle istituzioni delle condizioni di degrado createsi nella città e un’ inefficacia degli interventi risolutivi offerti.
Una “città aperta” non deve consentire la diffusione di condizioni di degrado economico e sociale, adottando in tempo misure di monitoraggio delle esigenze dei cittadini che via via si vengono a creare con le modifiche del mercato del lavoro, lo sviluppo di tessuti urbani periferici, l’afflusso dei migranti e attivando interventi sociali tempestivi che contrastino efficacemente il proliferare dei contesti degradati in tutto il territorio urbano.
L’impressione diffusa che si ha oggi a Roma è quella di “disordine”. di incertezza , di paura, spesso alimentata dai media e dalle stesse reazioni delle istituzioni che rispondono ai fatti di violenza con atti repressivi indiscriminati, come casi recenti che hanno visto protagonisti appartenenti a gruppi rom e cittadini romeni. Sgomberi e demolizioni hanno cancellato insediamenti esistenti da tanto tempo, teatri di sofferenza e di morte, ignorate e dimenticate troppo a lungo.
In risposta a questo stato di malessere si è spesso scelto lo scontro sempre più aspro fra esclusione e inclusione, che è diventato occasione per la destra di richiedere deportazioni di massa per romeni, rom, persone con disagio e senza tetto, con dichiarazioni che riecheggiavano “modalità” dei regimi fascisti e nazisti e che hanno rappresentato un “invito” agli interventi squadristici razzisti dei gruppi neofascisti .
Interpretare il disagio della città solo come lotta tra esclusione e inclusione , significa alimentare la cultura dell’ineguaglianza da sempre peculiare del pensiero della destra, istituzionale e neofascista, accompagnata dal principio della difesa della nazionalità da qualsiasi inquinamento etnico. Per la destra l’ineguaglianza è in natura e legittima la caccia al diverso che di volta in volta può essere Rita Levi Montalcini, l’omosessuale, il calciatore di colore, la “zecca” comunista, quello a cui piace una musica diversa dalla tua.
Ma agli odiosi temi del razzismo e dell’intolleranza, la destra , istituzionale e neofascista, sta affiancando in modo sempre più capillare e sistematico, quelli dell’attacco alla vita democratica del paese, cercando di radicarsi nel disagio sociale e nelle difficoltà del vivere della nostra città e del paese.
Per trovare spazi la destra si è trasformata, ha cambiato la sua immagine “a cura“di uomini comunque cresciuti secondo modelli e pensieri del regime fascista e dei protagonisti del neofascismo delle stragi e dei golpe.
Una trasformazione evidente nelle formazioni neofasciste, che da gruppi “militari” si ricostituiscono come gruppi “ sociali”, sulla base dei principi del primo fascismo, rifacendosi al suo carattere”rivoluzionario” e populista. Un neofascismo che non assume più le forme del terrorismo militarizzato , ma che usa la democrazia come strumento per conquistare quegli spazi sociali che la Costituzione gli ha negato sessanta anni fa, dove la parola popolo è riferita alla folla che omaggia il trionfatore, dove l’oppositore viene intimidito, dove il diverso viene deportato, dove l’uso della forza e della violenza è funzionale all’esercizio del potere.
Perché oggi tanti giovani, anche quelli che non si definiscono di destra, subiscono il fascino della destra e dei gruppi neofascisti ?
Ce lo dicono proprio i gruppi e le tante associazioni che la rappresentano e che ormai si muovono a loro agio nella musica, nel web, nella scrittura, nelle forme artistiche . Citiamo dal web:
“Oggi esiste una vena che può fare tendenza ed erodere, con messaggi decisamente più incisivi, fette di attenzione giovanile fino a ieri considerate irraggiungibili. Per agire nella società occorre saper comunicare. Occorre prestare la massima attenzione nei confronti di settori come la grafica, la musica, la pittura, la comunicazione informatica. “Perimetro“ intende riappropriarsi dei settori che ritiene indispensabili per edificare una nuova tendenza culturale che contribuisca a creare un retroterra recettivo, preparato o almeno non ostile nei riguardi di tematiche politically incorrect….”
“Fare tendenza” per attrarre giovani e renderli ricettivi alle tematiche “politically incorrect”come :
Il razzismo, caccia al diverso, allo straniero, al povero, al deviante, a chi non accetta di appartenere al gruppo.
La cultura sessista, omofoba, intollerante, escludente che nasconde la paura e l’incapacità di misurarsi con altre culture, di mettersi in discussione.
La violenza, ovvero la mitizzazione e l’uso della forza, delle armi, dei coltelli che vengono sfoderati e mostrati in ogni occasione. L’ammirazione per il più forte, il più macho, il più prepotente. La nascita di numerose bande di adolescenti che terrorizzano i quartieri di periferia. Il bullismo che si diffonde nelle scuole.
Attrarre le fasce giovanili: dove? Nel web, nei concerti… Organizzare le fasce giovanili: dove: negli stadi………Così un giovane ultrà di sinistra racconta la curva:“il tifo organizzato è quasi tutto ispirato da una cultura che ha fatto della prepotenza, dell’arroganza e, più in generale, dell’odio verso l’altro il proprio carattere distintivo. E forse è un fatto ancora più grave. Perché sono cani sciolti antipolitici che agiscono in modo spontaneo, in un humus fascistoide. Come il caso di Renato Biagetti, ragazzo di sinistra, ucciso da un giovane animato da questi valori ma non riconducibile a una sigla politica dell’estrema destra. La curva è una spugna della società: se nei quartieri, non solo periferici, si respira un clima fascista, nello stadio ciò si manifesta.”
Le curve sono diventate spazi di aggregazione e organizzazione, utilizzate dai gruppi neofascisti e dalla destra per costruirsi una visibilità mediatica e una dimensione sociale in occasione di emergenze non solo locali ma anche nazionali come è accaduto per i rifiuti .
Per tutti questi motivi nasce il Comitato Madri Per Roma Città Aperta. Nasce dalla paura di una madre che ha perso il proprio figlio per un’aggressione da parte di due giovani che si rifacevano proprio ai modi di pensare e di agire del fascismo violento, razzista e intollerante. Nasce dalla paura delle molte aggressioni avvenute nella città di Roma e della debolissima risposta delle istituzioni.
Le madri del comitato si sono domandate cosa si potesse fare di costruttivo perché non si potevano più tollerare altre morti né situazioni che diventavano sempre piu' violente.
Le
donne, e le madri non vogliono figli uccisi, né desiderano
lapidi alla memoria, piazze e vie intitolate. Le madri generano, e
vogliono rigenerare le vite dei figli spezzate dalle lame, spezzate
sulle strade rincorrendo la precarietà del lavoro, ad un posto
di blocco, durante una manifestazione. Vogliono rigenerare anche i
sogni spezzati dei loro figli, da contratti non rinnovati, da spazi e
case negate, dall'impossibilità di amarsi e generare.Le madri
argentine hanno rigenerato la memoria dei figli scomparsi, le madri
dei paesi violentati dalla guerra continuano a generare figli e a
mantenere in vita i popoli del mondo.
Per questo il Comitato
intende agire in prima persona con una frase d'ordine:
RITORNO ALLA VITA
Come ritornare alla vita?
Impedendo che la nuova destra conduca le nuove generazioni, a cui sono stati tolti i sogni e taciuto o mentito su tante verità, verso l’intolleranza e la violenza razzista e fascista , armando giovani come i due assassini di Renato.
Decidendo di prendere voce ,diventare visibili e denunciare la pericolosità di questa nuova forma di fascismo. Nuova perche' il fascismo, si sta adattando ai cambiamenti del nostro Paese e dei suoi cittadini, trovando “case” diverse che gli hanno offerto e continuano ad offrirgli ospitalità.
che riaccreditano queste nuove forme di fascismo come “culture” di destra.
Chiedendo che Roma continui ad essere città libera e aperta rifiutando che sul proprio territorio possano attivarsi squadracce che si muovono contro i suoi stessi cittadini. Roma città aperta rifiutava nel 1943 la militarizzazione, rinunciando a mezzi difensivi e offensivi. Una condizione del passato che va riproposta oggi





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