14 Giugno, 2008 16:33
MANIFESTAZIONE DELLA ROMA ANTIRAZZISTA ED ANTIFASCISTA, DELLA SOLIDARIETA' E DELLE DIFFERENZE, DELL'AUTOGESTIONE E DELLA CULTURA DIFFUSA, DELLE PERIFERIE E DELLE LOTTE SOCIALI
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14 GIUGNO
NON C’E’ SICUREZZA SENZA DIRITTI
MANIFESTAZIONE
DELLA ROMA ANTIRAZZISTA ED ANTIFASCISTA, DELLA SOLIDARIETA' E DELLE DIFFERENZE,
DELL'AUTOGESTIONE E DELLA CULTURA DIFFUSA, DELLE PERIFERIE E DELLE LOTTE
SOCIALI
Caduto l’IMPERATORE dello spettacolo e del mattone, NON CADE L'IMPERO.
Dopo settimane di vergognose offensive politico-mediatiche che hanno strumentalizzato il tema della sicurezza facendo degli immigrati ed in particolare dei ROM un vero e proprio capro espiatorio delle drammatiche contraddizioni urbane e sociali delle nostra città;
dopo le roboanti promesse di cambiamento pronunciate in campagna elettorale dal nuovo RE di ROMA; all’alba dell’insediamento del Sindaco Alemanno e del nuovo governo delle Destre, la città si sveglia nel pieno di una svolta populista, autoritaria e xenofoba; una deriva reazionaria sostenuta da tutti i poteri forti, con in testa ovviamente LA CURIA e le immancabili LOBBY DEL MATTONE.
Le recenti aggressioni a gay e trans al Prenestino, agli studenti presso l’Università la Sapienza, pur nella loro diversità rappresentano un segno tangibile della svolta autoritaria annunciata in Campidoglio. Come lo sono le dichiarazioni rilasciate sugli sgomberi degli immobili occupati dai senza casa e dei centri sociali che rendono evidenti le reali priorità di governo del nuovo esecutivo cittadino.
In questo clima da assedio alla società, in nome dei profitti e del mercato, tutti diventano nemici, i precari del terzo settore perchè guadagnano troppo, e vanno sostituiti con volontari o stagisti a pochi euro al mese, coloro che lavorano nel pubblico impiego perchè sono fannulloni e quindi vanno licenziati, tutti i precari e le precarie perchè forse domani chiederanno qualcosa di più dalla vita che la mancetta da lavoro per sopravvivere a casa di mamma e papà, oppure morire di lavoro o strozzati dal mutuo o dall'affitto a libero mercato.
Pezzo dopo pezzo, si sta montando un concetto di sicurezza e legalità che, come una preghiera viene trasmesso tutti i giorni dall'altare dei media per sacrificarci e regalare nelle loro mani il nostro presente negato ed il nostro futuro impossibile.
Nel nostro vocabolario alle parole insicurezza e paura troviamo scritto precarietà a vita, reddito incerto, ritmi di lavoro inaccettabili e morte sul lavoro ed una qualità della vita che non migliora mai, ferita attraverso la demolizione dei diritti e degli spazi di libertà.
La nostra “insicurezza” è legata al carovita, alla mancanza di reddito, all’aumento spropositato degli affitti e dei prezzi delle case, ad un processo di precarizzazione del lavoro e della vita che non consente ad una fascia sempre più ampia di cittadini di arrivare alla fine del mese e di vivere dignitosamente. E’ il frutto di una corsa sfrenata alla produttività ed al mercato che produce ritmi di lavoro da capogiro, che nega diritti e sicurezza, che alimenta la “guerra interna” delle morti sul lavoro. LA NOSTRA INSICUREZZA è legata alla condizione di ricattabilità permanente in cui stanno relegando i migranti che vivono e lavorano nelle nostre città e nel nostro paese, a cui vengono negati accoglienza e diritti, perché ciò è utile ad alimentare una folle competizione al ribasso nel mercato del lavoro, a scavare solchi di solitudine ed incomunicabilità sociale.
In questi anni Roma è STATA LA METROPOLI più produttiva d’Italia, tempio dello sfruttamento e della precarietà, capitale dei Re di Roma e città delle baraccopoli.
In questi anni Roma è stata deturpata e saccheggiata dai pescecani della rendita (Caltagirone, Toti, Ligresti, Parnasi, Pulcini, Vaticano) e da una giunta che ha votato un Piano Regolatore INFAME. Grazie a loro e a chi li ha favoriti, Roma è oggi una delle metropoli mondiali con i prezzi più alti per l'affitto e per l'acquisto di una abitazione, con 270 mila case sfitte e una lista d'attesa per una casa popolare lunga 35 mila famiglie.
L'ALTRA ROMA...
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' i centri sociali conquistati aprendo nuovi spazi di aggregazione e solidarietà, socialità e mutualismo, autorganizzazione e controcultura in ogni quartiere.
L'ALTRA ROMA CONQUISTERA' un vero piano di Case Pubbliche per dare una abitazione degna a tutti e tutte, italiani o migranti, per sottrarre le nostre vite agli interessi del mercato e riconquistare la casa come bene comune.
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' le grandi risorse dei nostri territori, per la vivibilità ed i servizi nei nostri quartieri in difesa dei beni comuni e della nostra salute.
L'ALTRA ROMA CONQUISTERA' un lavoro sicuro ed un reddito garantito per tutti e tutte, parità di diritti e politiche di accoglienza per costruire una città plurale, delle diversità e delle molteplicità, attraverso l’autogoverno.
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' quelle forme di vita, espressive, artistiche che entrano in conflitto con le regole del mercato dello spettacolo e del divertimento.
Questi sono i tasselli di un mosaico, di una sfida più ampia in grado di affermare l’idea e la realtà di un'Altra Città possibile da conquistare strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà.
Per questo invitiamo tutti e tutte a costruire attivamente, in una forma ampia e reticolare, la manifestazione cittadina di sabato 14 Giugno che muoverà dal complesso dell’ex Regina Elena, che dopo anni di abbandono e incuria da parte dell’Università, è stato occupato da circa trecento nuclei familiari ora sotto sgombero.
Scenderà in piazza la Roma dei movimenti di lotta per la casa, degli centri sociali, degli studenti in movimento, dei comitati di quartiere, dei precari e degli antirazzisti per alimentare conflitti, immaginari, nuove prospettive di trasformazione.
Scenderà in
piazza e si ricorderà di gridare a gran voce “Libertà per Emiliano”, studente e attivista agli arresti
domiciliari dopo essere stato aggredito dai neofascisti di Forza nuova presso
l’università la Sapienza lo scorso 27 maggio.
Roma non diventerà mai
chiusa, inospitale, razzista.
Case, Reddito, Diritti Per Tutti e Tutte
Sabato 14 Giugno ore 15
Manifestazione da Regina Elena
Action, Blocco Precario Metropolitano, Coordinamento cittadino Lotta per la casa, Comitato Obiettivo Casa Acrobax, Angelo Mai, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo, Esc, Ex 51, Ex Snia, Factory, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta, Onda Rossa 32, Rialto, Ricomincio dal Faro, Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato Primavalle, La Strada, Strike, La Talpa, La Torre, Villaggio Globale, Vittorio occupato, Zona rischio
17 Aprile, 2008 23:27
Il valore dell'informazione nella difesa dell'antifascismo- 23 Aprile Sala Renato Biagetti Città dell'Altra Economia Roma
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il valore dell’informazione
nella difesa dell’antifascismo
ne parliamo con
Carlo Bonini, giornalista de “la Repubblica”
e con
Eduardo Di Blasi, giornalista de “L’Unità”
Il 23 Aprile, alle ore 17.00, presso la sala
Renato Biagetti
nella Città dell’Altra Economia, via Dino Frisullo, Roma.
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”Aggressioni, risse, danneggiamenti a luoghi storici della città hanno creato a Roma un brutto clima”. Perfino un giornale come l'Osservatore romano alcuni mesi fa ha sentito la necessità di rilevare come l'ennesimo atto aggressivo (contro la lapide a Porta San Paolo) diventa inevitabile "quando si mette sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà e chi era dall'altra parte".
Da troppo tempo, e solo in Italia, si tenta di mediare tra la cultura antifascista e quella fascista, tentando di riscrivere la storia della guerra di liberazione e della Resistenza.
Revisionismo storico a cui giornali, editoria, televisione e radio hanno offerto amplificazione, con uno scopo preciso: sdoganare i fascisti al crepuscolo, quelli di Salò, che sono andati a riempire le fila del partito dei moderati.
Nell’ultimo
decennio abbiamo così assistito al rinascere e proliferare di gruppi
neofascisti e neonazisti che, grazie ad un atteggiamento di “tolleranza” delle
istituzioni, hanno assunto sempre più, un forte connotato aggressivo, razzista
e intollerante, facendo presa su alcune fasce giovanili.
I media, più diffusi e ascoltati, affrontando questi fenomeni, sembrano aver
fatto propria la rimozione storica dei
valori della resistenza, interpretando aggressioni e i riferimenti al fascismo e al nazismo come forme di
esuberanza giovanile, ‘fenomeno di costume’, con personaggi nuovi e stimolanti con cui, in
qualche caso, civettare.
Per proporre e chiedere un’informazione documentata e approfondita, per discutere del valore che l’informazione rappresenta nella difesa dei principi antifascisti della Costituzione, ci incontriamo con Carlo Bovini di Repubblica e Eduardo Di Blasi dell'Unità.
L’incontro è organizzato dal
Comitato Madri per Roma città Aperta,
11 Aprile, 2008 22:46
"NAZIROCK" a Milano
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PRIMA PROIEZIONE PUBBLICA A MILANO DI
_
"NAZIROCK" _
IL FILM BLOCCATO NEI CINEMA DALLA CENSURA DELLE NUOVE DESTRE
Con la partecipazione di:
CLAUDIO LAZZARO, REGISTA AUTORE del FILM
SAVERIO FERRARI, OSSERVATORIO DEMOCRATICO NUOVE DESTRE
ROSA PIRO, MADRE di DAX DAVIDE CESARE
Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla proiezione pubblica di Nazirock,
il film documentario che esplora il mondo dell'estrema destra italiana
attraverso un'indagine su musica, cultura e vita politica dei giovani
appartenenti a gruppi neonazisti e fascisti. Parole e immagini che molti
ignorano o relegano in un lontano e sanguinoso passato, ma che in realtà
sono più che mai presenti e diffuse in Italia, e "sdoganate" dai partiti
politici per attingere al mezzo milione di voti che la destra radicale
italiana può arrivare a raccogliere.
La proiezione di Nazirock è stata bloccata nelle sale cinematografiche
italiane, ufficialmente dalla diffida dei legali di Forza nuova per i
presunti danni materiali e morali dati dal lancio del film durante la
campagna elettorale, ufficiosamente dalla paura degli esercenti di subire
ritorsioni, danneggiamenti e spedizioni punitive.
Quando la paura costringe a chiudere gli occhi e le voci vengono zittite
attraverso la censura, quando esponenti politici istituzionali affermano la
volontà di revisionare i libri di storia, cancellando un pezzo del passato
di uno Stato che nasce dalla Resistenza e che si fonda sui valori
dell'antifascismo, e trasformando i carnefici in vittime, il rischio di una
deriva autoritaria e totalitaria è reale e tangibile.
Per opporsi ad essa è necessaria la partecipazione politica di tutta la
società civile. Perché partecipazione politica non significa mettere una
crocetta sul simbolo di un partito ogni quattro anni, ma agire insieme
quotidianamente per cambiare il mondo, a partire dagli errori e dagli
eccessi del passato.
Senza memoria non c'è futuro.
Venerdì 11 aprile dalle 21:30--
CasaLOCA
v.le Sarca, 183
20126 - Milano
tel. 02-87396844
07 Aprile, 2008 21:15
"Nazirock" di Claudio Lazzaro, presentato a Torino - Possibile che la storia non riesca a insegnare nulla?
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Giovedì 10 aprile ore 21,30
Documè Cineteatro Baretti
Via Baretti 4 Torino
Ingresso Gratuito
Interviene l'autore
NAZIROCK
di Claudio Lazzaro
Italia/2008 - 75 min. - Nobu Production
rassegna stampa, trailer e dettagli : www.nazirock.it - www.docume.org
Dall'autore di Camice Verdi l'estrema destra vista dall'interno: la sua musica, i capi, le alleanze, i rituali, lo sdoganamento politico che sta aprendo ai nazifascisti italiani le porte del potere istituzionale. La destra radicale in Italia può raggiungere il mezzo milione di voti e diventare determinante, in un quadro politico in cui ne bastano 25.000 a decidere chi governerà il Paese. Per questo viene sdoganata.
NAZIROCK racconta questo passaggio politico, usando come filo conduttore le band che infarciscono di testi fascisti la loro musica "skin", "oi", "white power" e "punkadestra". Il film apre con le immagini dei "due milioni" convocati a Roma dall'opposizione al governo Prodi, il 2 dicembre 2006, ma soprattutto racconta la Nashville dell'estrema destra: una grande manifestazione, organizzata da Forza Nuova, il movimento guidato da Roberto Fiore (condannato a nove anni per banda armata), che si è svolta a Viterbo, nel Lazio, con la partecipazione dei principali gruppi rock assieme a militanti e a leaders provenienti da Spagna, Germania, Francia, Grecia, Libano e Romania. Alla manifestazione di Forza Nuova si vendono decalcomanie filonaziste, stemmi con la faccia di Hitler da applicare alle felpe, testi negazionisti che non temono di sfoggiare in copertina titoli come "Auschwitz: fine di una leggenda". Dal palco ascoltiamo politici e intellettuali provenienti dalla Germania, dalla Spagna, dalla Grecia, dalla Romania, discettare di "cataclisma multirazziale" e "Uomo Nuovo di fronte alla Decadenza". Assistiamo fino a notte fonda, nel grande hangar che di giorno ospita i dibattiti, allo spettacolo dei concerti rock: una folla a braccio teso nel saluto nazifascista, giovani che srotolano un grande striscione, accuratamente stampato. Il testo, in caratteri cubitali: "PIU' NAZISMO PER TUTTI". Tra i relatori, a Viterbo, forse il più applaudito è Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna, che dieci giorni dopo il suo intervento al Campo d'Azione viene arrestato per rapina. Appassionato anche l'intervento di Andrea Insabato, condannato a 12 anni, poi ridotti a 6, per l'attentato dinamitardo alla sede del Manifesto. Mentre gli Hobbit intonano un inno allucinato alla violenza negli stadi "Frana/la curva frana/sulla polizia italiana" che anticipa, e sembra invocare, gli scontri sanguinosi di Catania e la morte dell'ispettore Filippo Raciti Ma ancora più interessanti e rivelatrici sono le interviste ai giovani che partecipano al meeting politico, facce da proletari, ragazzi che non hanno occhi cattivi, ma che potrebbero fare cose molto cattive, guidati da chi sa strumentalizzare la loro voglia di giustizia e la loro ignoranza a volte abissale. Li ascoltiamo senza commentare, li guardiamo, nel montaggio alternato coi brani nazirock, inframezzati ai materiali di repertorio che ricordano gli orrori e le distruzioni provocati da un'ideologia portatrice di morte e vergogna. Un incubo che lascia spiazzati, perché la domanda è sempre la stessa: "Possibile che la storia non riesca a insegnare nulla?"
Per informazioni:
Associazione Documè
Via San Pio V 14c
10125 Torino
011 6694833
340 6017081
www.docume.org
informazioni@docume.org
01 Aprile, 2008 23:05
A Brescia contro Forza Nuova
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CHI SONO I VERI CLANDESTINI?
Giovedì sera l'organizzazione neofascista Forza Nuova ha indetto un presidio con fiaccolata in via Milano. Questa manifestazione pubblica si colloca all'interno della loro campagna elettorale, attraverso la quale propongono il neofascista Luca Castellini come candidato sindaco per il comune di Brescia. Già troppe volte, nel centro della città, si sono resi visibili con i loro vecchi arnesi di purezza razziale, tradizioni e odio contro il "diverso". Difendono la "famiglia tradizionale", perciò chi si pone fuori da questo rigido schema è un nemico da combattere; portano avanti campagne contro la legge 194, ottenuta con la lotta, negando di fatto la possibilità alle donne di decidere del proprio corpo e della propria vita. Arrivano addirittura ad affermare, col più becero populismo, di volere cacciare tutti gli immigrati dalla città! (I quali, in realtà, nel tessuto sociale bresciano sono più "integrati" di loro .)
Via Milano, con la sua forte componente di migranti, è, secondo questa logica, il simbolo del degrado: per questo hanno indetto una fiaccolata contro l'immigrazione. Ma purtroppo non sono i soli ad additare interi gruppi sociali come vera causa nostri problemi: la psicosi securitaria attraversa entrambi gli schieramenti. Intere categorie di persone, arabi, rom, ultras, pericolosi terroristi, vengono di volta in volta ad essere bersaglio di campagne mediatiche e repressive, volte ad individuare il capro espiatorio sul quale concentrare l'attenzione di tutti, distogliendola dai veri problemi che attanagliano le vite di ognuno.
E' vero, non siamo sicuri, ma di cosa?
Di arrivare alla fine del mese, perché i salari sono troppo bassi, o di non crepare sul posto di lavoro, e Brescia detiene il triste primato delle morti bianche in Italia. Non siamo sicuri per la strada, perché le aggressioni da parte dei fascisti a giovani militanti, o a ragazzi semplicemente colpevoli di avere un aspetto "di sinistra", aumentano sempre più.
Ma quella che ci vendono è una storia diversa, dove l'immigrato è il problema. Tutto ciò porta ad una guerra tra poveri, nella quale i soli a vincere sono i responsabili dello sfruttamento, proprio coloro che aumentano le spese militari a scapito dei servizi sociali, e mantengono la precarietà. Gli stessi che fanno passare i vari pacchetti sicurezza, espressione della logica che vuole ogni forma di dissenso criminalizzato; che definiscono i nuovi confini della devianza, per i quali ogni comportamento anomalo è da sanzionare e reprimere.
Per questo riteniamo inaccettabile, oltre che provocatoria, una fiaccolata razzista nella zona di Brescia dove più alta è la concentrazione di migranti, che di certo non costituisce nessun problema: l'incontro tra culture e modi di vita differenti è un arricchimento per tutti.
Il simbolo del degrado, questa volta non di Brescia, ma dell'intera società nella quale viviamo, non è chi si sposta per cercare una vita migliore, ma i fascisti e i razzisti.
I veri clandestini sono loro.
MOBILITAZIONE CONTRO LA FIACCOLATA RAZZISTA DI FORZA NUOVA,
GIOVEDI' 3 APRILE ORE 20.00, IN VIA MILANO, ANGOLO VIA LUZZAGO (davanti alla sede della provincia)
C.S. Magazzino 47, Collettivo Studenti in Lotta, Gruppo Antiautoritario Bresciano, Associazione Diritti per Tutti, Radio Onda d'Urto





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