12 Luglio, 2008 16:09
Lettera e incontro con il prefetto di Roma Mosca - 10 luglio 2008
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Ill.mo sig. Prefetto di Roma,
Siamo un gruppo di donne del “Comitato Madri per Roma Città Aperta”, che si è formato intorno a Stefania Zuccari, madre di Renato Biagetti, giovane di 26 anni accoltellato nel 2006 a Focene alla fine di un concerto di musica reggae. Pochi lo ricordano, ma uno dei due giovani aggressori, appena diciannovenne, recava sulle braccia tatuaggi con simboli (croce celtica e legionario romano) che rivelavano una chiara appartenenza ad una sottocultura di violenza e di intolleranza.
L’assassinio di Renato è stato il culmine tragico di una lunga serie di aggressioni verificatesi nella nostra città e inutilmente denunciate dalla rete antifascista romana. Dopo la morte di Renato, le aggressioni sono purtroppo continuate, sia in occasione di concerti in parchi pubblici, che contro le stesse istituzioni, studenti e cittadini impegnati in attività politiche, sedi della comunità omosessuale romana, cittadini lavoratori stranieri e comunità rom.
Noi riteniamo che questo tipo di violenza nei confronti di tutte le diversità, in qualunque modo siano e si manifestino, di carattere sessuale, etnico, culturale, politico, religioso, deve considerarsi una forma nuova di fascismo e non un semplice fenomeno delinquenziale, riconducibile a banali episodi di “bullismo”, di “risse tra balordi”, e ancor più di semplici scontri fra esponenti di ” opposti estremismi”.
Non dobbiamo dimenticare che il fascismo fece suoi, già al suo nascere, gli stessi metodi: aggressioni, intolleranza, razzismo e intimidazione.
Oggi noi, madri non solo dei nostri figli, alcuni dei quali hanno perso la vita innocenti a causa di questa violenza, siamo preoccupate per la colpevole superficialità che le istituzioni prestano alla natura politica di questo fenomeno.
Su questo le chiediamo un incontro, perché la natura del suo mandato la conduce ad affrontare problemi di carattere sociale, come quelli dell’ordine e della sicurezza pubblica, mediando tra le istituzioni governative e le realtà locali.
L’antifascismo durante il regime, la resistenza e, dopo la guerra, la nostra Costituzione hanno messo al bando definitivamente dalla nostra società non solo il fascismo ma anche ogni manifestazione che allo stesso in qualche modo ci possa ricondurre o ispirarsi.
Il nostro Comitato si prefigge di individuare e denunciare ogni tentativo di riportare indietro la nostra democrazia, nella convinzione che ogni atto di intolleranza nei confronti del diverso riduce gli spazi di libertà di ognuno di noi e frena il progresso democratico.
Questo raccontiamo nelle scuole dove ci invitano a parlare, su questo organizziamo dibattiti con uomini di cultura, delle istituzioni e dell’informazione.
Ci conceda un incontro nel quale avremo modo di esporle il nostro impegno di denunciare e contrastare ogni forma di violenza e apologia fascista, di intolleranza e di razzismo presenti nella nostra città. L’incontro sarà utile per costruire, in un clima di partecipazione, una convivenza fondata non sulla repressione ma sulla salvaguardia dei valori costituzionali.
Il suo piano di lavoro è un ripristino di civiltà, di cui la sicurezza fa parte, il nostro è la difesa delle forme democratiche antifasciste, di cui la sicurezza fa parte.
Madri per Roma Città Aperta
madrixperromacittaperta@libero.it
12 Luglio, 2008 16:05
Il valore dell'informazione nella difesa dell'antifascismo - Città dell'Altraeconnomia - 23 Aprile 2008
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il valore dell’informazione
nella difesa dell’antifascismo
ne parliamo con
Carlo Bonini, giornalista de “la Repubblica”
e con
Eduardo Di Blasi, giornalista de “L’Unità”
23 Aprile, alle ore 17.00, presso la sala Renato Biagetti -Città dell'Altraeconomia
Aggressioni, risse, danneggiamenti a luoghi storici della città hanno creato a Roma un brutto clima”. Perfino un giornale come l'Osservatore romano alcuni mesi fa ha sentito la necessità di rilevare come l'ennesimo atto aggressivo (contro la lapide a Porta San Paolo) diventa inevitabile "quando si mette sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà e chi era dall'altra parte".
Da troppo tempo, e solo in Italia, si tenta di mediare tra la cultura antifascista e quella fascista, tentando di riscrivere la storia della guerra di liberazione e della Resistenza.
Revisionismo storico a cui giornali, editoria, televisione e radio hanno offerto amplificazione, con uno scopo preciso: sdoganare i fascisti al crepuscolo, quelli di Salò, che sono andati a riempire le fila del partito dei moderati.
Nell’ultimo
decennio abbiamo così assistito al rinascere e proliferare di gruppi
neofascisti e neonazisti che, grazie ad un atteggiamento di “tolleranza” delle
istituzioni, hanno assunto sempre più, un forte connotato aggressivo, razzista
e intollerante, facendo presa su alcune fasce giovanili.
I media, più diffusi e ascoltati, affrontando questi fenomeni, sembrano aver
fatto propria la rimozione storica dei
valori della resistenza, interpretando aggressioni e i riferimenti al fascismo e al nazismo come forme di
esuberanza giovanile, ‘fenomeno di costume’, con personaggi nuovi e stimolanti con cui, in
qualche caso, civettare.
Per proporre e chiedere un’informazione documentata e approfondita, per discutere del valore che l’informazione rappresenta nella difesa deiprincipi antifascisti della Costituzione, ci incontriamo con Carlo Bonini di Repubblica e Eduardo Di Blasi dell'Unità
12 Luglio, 2008 16:02
Lettera all'Assessore alla Cultura del Comune di Roma in occasione della manifestazione di Bloccco Studentesco sulle foibe - 8 febbraio 2008
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Gentile Assessore
Il Comitato Madri per Roma Città Aperta, costituitosi intorno a Stefania , madre di Renato Biagetti, giovane di 26 anni, accoltellato un anno fa sulla spiaggia di Focene e a cui il sindaco ha intitolato la sala convegni della Città dell’Altraeconomia, vuole esprimerle la preoccupazione per la sua partecipazione all’incontro che si terrà l’8 febbraio prossimo al Brancaccio organizzato dalla Consulta provinciale degli studenti sul tema delle Foibe.
L’iniziativa si svolgerà in contemporanea con la manifestazione nazionale organizzato sullo stesso tema da Blocco Studentesco, organizzazione di chiaro stampo neofascista, nei metodi e nei contenuti (la invitiamo a visionare i materiali elaborati sul loro sito) i cui rappresentanti sono stato protagonisti di molte aggressioni nelle scuole. Da tempo i gruppi neofascisti stanno ricercando visibilità e dimensione sociale nel disagio del nostro paese ( vedi l’emergenza rifiuti in Campania, vedi la presenza nelle curve) e nei “vuoti” storici, sociali, economici lasciati dalle istituzioni democratiche.
Questi tentativi di conquistare spazi nella vita sociale della nostra città e del nostro paese, con azioni di tipo squadristico che stanno riducendo di fatto la vita democratica , sono di fatto “incoraggiati”, da una pericolosa scelta di equidistanza e di “pacificazione” dell’Amministrazione Comunale e delle istituzioni nel loro complesso. I treni per Auschwitz e per le Foibe ( per cui avete votato recentemente uno stanziamento) devono essere guidati dalle istituzioni democratiche entrambi con l’impegno di raccontare alle giovani generazioni e a noi stessi una sola verità. Non bisogna consentire che uno dei treni venga “occupato” e dirottato da gruppi che palesemente si rifanno al fascismo.
Nell’invitarla a presenziare la commemorazione delle foibe in un ambito più chiaramente democratico, magari organizzato dalla stessa Amministrazione Comunale, e di non intervenire in quella del Brancaccio dove potrebbe convergere la manifestazione di chiaro stampo neofascista di Blocco Studentesco , Le chiediamo un incontro per esprimerle direttamente i nostri timori e le nostre motivazioni.
Comitato Madri per Roma Città Aperta
12 Luglio, 2008 15:56
"Solo schegge di fascismo?"- Sala Renato Biagetti- Città dell'Altraeconomia 30 gennaio 2008
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Solo schegge di fascismo?
Riflessioni a più voci sul
significato dell’antifascismo oggi a Roma
Il 30 gennaio alle ore 17
Presso la Sala della Città dell’Altraeconomia,
Intitolata recentemente dal Sindaco Veltroni a Renato
Biagetti, giovane accoltellato mortalmente
a Focene all’uscita di un concerto organizzato dalla sinistra, si terrà un
incontro sul tema: “Solo schegge di fascismo?”
per dare voce a riflessioni sugli avvenimenti accaduti a
Roma negli ultimi anni.
L’assassinio di Renato, le aggressioni
ad omosessuali e a transgender , le
aggressioni contro studenti nelle scuole romane, le aggressioni in occasione di
concerti, le aggressioni a centri
sociali, a gruppi di immigrati da parte di gruppi neofascisti e di quanti a
quelle parole d’ordine e modalità di intervento si rifanno delineano il
diffondersi proprio fra i più giovani di comportamenti che rifiutano i valori
della democrazia, della tolleranza e della civile
convivenza e una preoccupante riduzione degli spazi democratici della vita
quotidiana della nostra città.
All’incontro del 30 gennaio 2008, che
raccoglie un appello lanciato alla Casa
della Memoria dall’ANPI e da alcune associazioni studentesche e sottoscritto
da numerose personalità del mondo della cultura e della politica,
parteciperanno:
Alessandro Portelli, delegato del Sindaco di Roma alla memoria,
Rosario Bentivegna, medaglia d’oro della resistenza,
Federica Pezzoli, Responsabile trans, laicità e multiculturalità per Arcigay Roma
Haidi Giuliani, senatrice
Associazione verità per Aldro, sezione Roma
Le ribellule
Studenti auto-organizzati
studenti delle scuole superiori e
dell’università.
L’incontro è il primo appuntamento di un programma di interventi organizzato
dal comitato Madri per Roma città Aperta per contrastare la diffusa
indifferenza e sottovalutazione, anche
istituzionale, per quanto sta
accadendo nella città.
Il comitato si è costituito intorno a Stefania, madre di Renato Biagetti,
che, come altre madri nel mondo, vuole
che da un dolore immenso e
insopportabile scaturisca un impegno altrettanto forte di ritorno alla vita
perché questi episodi non possano più ripetersi.
Madri per Roma Città Aperta
Sala Renato Biagetti, Città
dell’Altraeconomia, Largo Dino Frisullo
Ex Mattatoio, Testaccio. Roma





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