18 Giugno, 2008 20:09
Sventato attentato fascista al Loa Acrobax
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| Sventato attentato fascista al Loa Acrobax |
C'è chi sgombera e chi mette le bombe!
Siamo
a ridosso di un'appuntamento importante per la città di Roma, la
manifestazione del 14 giugno indetta dai movimenti di lotta per la
casa, dagli spazi occupati e autogestiti, dalle comunità migranti,
dagli studenti e dalle studentesse, dai precari di questa città. Una
manifestazione che ha vissuto già in alcune zone della città la sua
preparazione, con iniziative, dibattiti, assemblee in piazza. Una
manifestazione che rivendica diritti per tutti, che si oppone alla
cementificazione selvaggia di questa città, che vuole rispondere con
forza all'enorme precarizzazione dettata dai sindaci manager di destra
o del PD. Siamo a ridosso di una giornata di ripresa di parola
dell'altra città, che prima di tutto dice con forza che nessuno
sgombero, di case occupate o centri sociali, sarà permesso.
Sarà
proprio per questo, che mentre Alemanno, il neosindaco, lancia anatemi
contro occupanti di casa, migranti e centri sociali annunciando
sgomberi e legalità, più sicurezza e meno diritti, i fascisti, quelli
di sempre, il braccio armato dei poteri forti, i mercenari dei potenti,
tentano di far rumore a suon di bombe.
E'
cosi che alle 2.30 del mattino del 13 giugno, un gruppetto di fascisti
ha tentato di piazzare un ordigno esplosivo ad alto potenziale davanti
l'entrata del LOA Acrobax. Arrivati nel parcheggio adiacente si sono
diretti verso il cancello dell'entrata tentando di posizionare
l'ordigno esplosivo mentre altre due macchine facevano da copertura.
Poco prima c'era stata una iniziativa di preparazione e informazione
sul corteo del 14 giugno e di sostegno a "city of god" un free press
curato da alcuni precari della città. Dal tetto del Loa Acrobax, sempre
presidiato da quando i fascisti hanno ucciso Renato Biagetti a Focene,
i compagni prontamente hanno reagito, cosi da far fuggire i fascisti
che hanno fatto esplodere l'ordigno a qualche centinaio di metri di
distanza. Il Loa Acrobax è uno spazio socio-abitativo e subito tutti i
compagni sono accorsi notando per lo più la presenza di alcune volanti
della polizia poco distanti.
Questo atto infame, che poteva
avere conseguenze tragiche, si inserisce dentro quel clima di svolta
autoritaria e securitaria che pervade il paese e che vede i fascisti
assumere il ruolo di sempre, quello di braccio armato al soldo dei
potenti. Il tentativo di far esplodere una bomba all'ingresso del Loa
Acrobax, per lo più subito dopo una iniziativa a cui erano presenti
centinaia di persone e di preparazione al corteo del 14 giugno, voleva
essere un messaggio a quella città che lotta, che difende il diritto
alla casa, al reddito, per i diritti sul lavoro, contro le morti da
sfruttamento.
Voleva essere un segnale a tutta quella città che
sabato 14 sarà in piazza e che urlerà con forza che ne gli sgomberi di
Alemanno, ne le bombe dei noefascisti potranno cambiare la nostra
voglia di lottare. Voleva essere un segnale contro chi in questi anni
ha costruito un senso comune di lotta al neofascismo a partire dalla
denuncia dell'equidistanza che vuole "rossi" e "neri" comparati sullo
stesso piano. Lo diciamo con forza ancora una volta, cosi come lo
gridammo quando Renato fu ucciso da due giovani fascisti a Focene che:
l'antifascismo non si processa, torturatori e liberatori non saranno
mai sullo stesso piano! E lo diciamo con ancora più forza oggi dopo il
tentativo di assalto all'università La Sapienza e dopo il vile
tentativo di strage di questa notte che solo la prontezza e la continua
viglianza del territorio da parte dei compagni ha evitato mettendo in
fuga i fascisti.
Per questo riteniamo ancora più convintamente,invitando tutti e tutte, necessario partecipare alla manifestazione del 14 giugno. Diciamo con forza che la direzione presa da questo sindaco, ammantato di legalità, che parla di sgomebri non ci spaventa. Con altrettanta forza diciamo che non ci spaventa meno che mai chi tenta di mettere le bombe.
Denunciamo con forza il vile tentativo di attentato contro il Loa Acrobax.
Cosi
come già successo a Casal Bertone, quando i neofascisti di Fiamma
Tricolore furono respinti da un tentativo di assalto alle case
occupate, il 13 giugno al Loa Acrobax abbiamo rivisto la capacità cento
metrista dei seguaci del libro e moschetto e dello stragista perfetto.
Oggi come allora: i fascisti non passeranno!
Loa Acrobax
18 Giugno, 2008 19:57
E' iniziata l'età della barbarie: 5000 pistole in città
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Vigili, pistola per tutti
Un testo discusso ieri pomeriggio dal comandante Giuliani nell´ufficio del segretario generale Gagliani Caputo e anticipato in mattinata da Alemanno ai sindacati: «Tra gli obiettivi c´è quello di aumentare la capacità di autodifesa degli agenti».
Sedici articoli, per larga parte frutto di un sapiente "copia e incolla" dal decreto ministeriale n.145/1987, che stabiliscono l´assegnazione di una pistola semiautomatica o a rotazione dopo aver verificato i requisiti psico-fisici disposti annualmente.
I caschi bianchi «in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza - si legge nel provvedimento - svolgono servizio esterno di vigilanza muniti dell´arma in dotazione». E poiché «a Roma tutti i vigili urbani hanno tale qualifica» spiega Alessandro Marchetti, segretario aggiunto del Sulpm, «le pistole verranno date a ciascuno dei 6mila dipendenti del Corpo, come già avviene in tutte le grandi città, da Milano a Genova, Firenze e Napoli».
In ogni caso, a scanso di equivoci, la bozza elenca i servizi per i quali l´arma è obbligatoria: notturni, di pronto intervento diurno e notturno, vigilanza e protezione delle sedi istituzionali del Comune, vigilanza delle armerie, scorta.
Mentre non l´avrà chi «svolge prevalentemente e continuativamente servizio interno» come gli amministrativi. Un inciso che tuttavia solleva non pochi dubbi fra i tecnici. Insieme a quello previsto dall´art.6, comma 4, laddove si dice che chi ha la pistola in dotazione può portarla dal proprio domicilio per raggiungere il luogo di servizio, ma non viceversa. Fra le altre disposizioni: indossare la pistola «in modo non visibile» qualora si effettuino servizi in borghese e riconsegnarla quando si va in ferie.
Campidoglio: pistole e manganelli per i vigili
Alemanno: «Ma non saranno sceriffi»
ROMA
(18 giugno) - La giunta del Comune di Roma ha approvato all'unanimità
la delibera sull'armamento dei vigili urbani. Il regolamento, composto
da 18 articoli, prevede che gli uomini della polizia municipale
capitolina in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza
potranno essere dotati di pistola «a funzionamento semiautomatico,
ovvero a rotazione, calibro nove per diciassette», salvo che non
decidano di avvalersi della facoltà di obiezione di coscienza o non
abbiano i requisiti psico-fisici previsti dalla dalla legge per il
rilascio del porto d'armi. Gli agenti potranno usare anche spray anti
aggressione omologati e manganelli di gomma («mazzette distanziatrici
in gomma di 50/60 centimetri e di peso inferiore ai 500 grammi»). La
squadra d'onore del Comando generale avrà in dotazione una sciabola
«per esclusiva esigenza di difesa personale previa autorizzazione del
ministero dell' Interno». La pistola sarà assegnata «in dotazione
individuale e in via continuativa», l'agente cioè non avrà l'obbligo di
riconsegnarla a fine servizio.
Alemanno: «Non saranno vigili-sceriffi».
«Non inseguiamo affatto velleità da vigili-sceriffi ma puntiamo a un
più efficace impiego dei vigili stessi come polizia di prossimità nella
lotta al degrado e alla criminalità di strada» ha detto il sindaco
Gianni Alemanno. «La delibera approvata oggi - ha aggiunto - è solo un
primo passo di un iter che si concluderà con il voto della commissione
consiliare competente e del Consiglio comunale. Il passaggio per noi
decisivo è il confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative
della Polizia municipale del Comune di Roma. Sarà in quella sede che
verificheremo il grado di consenso degli appartenenti al corpo su
questo cambiamento, nonché tutte le procedure tecniche necessarie a
rendere il più sicuro e professionale possibile il percorso per
garantire l'autodifesa dei nostri agenti».
Il messaggero (18/6/2008)
Un sindacato di polizia: «Così i vigili nel mirino della malavita»
ROMA (18 giugno) - La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia
(Consap) critica l'approvazione della delibera del Campidoglio
sull'armamento della polizia municipale e ai vigili urbani
provocatoriamente dice: «Benvenuti, agli amici della polizia
municipale, nel mirino della malavita».
Il primo sindacato autonomo della Capitale si augura che la
proposta sia adottata solo dopo averne valutato gli aspetti positivi e
quelli negativi. «Fra i contro - spiega la Consap - ci permettiamo, in
base alla nostra esperienza, di dire che un criminale, contro un vigile
armato, potrebbe alzare il tiro, esponendo i vigili romani allo stesso
rischio che corrono i poliziotti ogni giorno e che sono costati un
tributo altissimo in termini di vite umane a tutte le forze di polizia.
Inoltre invitiamo, come sindacato di polizia, gli appartenenti al corpo
della polizia municipale, a perorare insieme a noi il ripristino del
reato di oltraggio a pubblico ufficiale, per il quale da mesi noi della
Consap abbiamo avviato una raccolta di firme in tutta Italia,
chiedendone l'estensione a tutte le divise che a vari livelli
rappresentano le istituzioni. Solo in questo modo la divisa e chi la
indossa possono recuperare dignità operativa, e magari individuare quel
deterrente efficace che non può essere l'arma in dotazione».
Il messaggero (18/6/2008)





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