06 Maggio, 2008 00:43
Dedicato a Ornella Serpa
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Ciao
Ornella
Non ci mancherà,
è con noi
«HIC SUNT LEONES» direbbe Ornella, accattivante leonessa pronta al conflitto a suon di citazioni in latino.
Quante risate ci siamo fatte con lei giocando con il suo piglio da avvocata.
Nelle sue battaglie, affilate quanto disarmanti, emergeva tutta la sua cultura e intelligenza di nuova donna del sud. Prostituta per necessità e virtù, femminista indomita.
In altre parole, un disastro e una meraviglia.
Con Ornella abbiamo capito ed elaborato che non esistono le donne biologiche, che ogni cosa nella vita non è data, ma determinata. Lasciare la prostituzione le ha portato tante complicazioni con le quali non ha fatto in tempo a fare i conti. Ornella ha vissuto sulla propria pelle, con la lucidità della contraddizione, le ingiustizie di questa società: la violenza sessista, il ricatto del lavoro, la "normalità" assassina, la violenza delle speculazioni che a Roma hanno reso un privilegio il diritto alla casa.
Le ha attraversate tutte, ne ha portato i segni addosso. Ha sempre lottato, con rabbia e dolcezza, e la pensiamo così.
Ma non ci mancherà. Perché Maria Ornella Serpa è e sarà parte del nostro percorso, delle nostre vite e dei nostri progetti.
A/matrix
amatrix@inventati.org
Umanità, dolcezza,
rabbia
Ornella Serpa, una delle primissime militanti di Facciamo Breccia, è morta.
La ricordiamo attiva in molte circostanze, in particolare durante l'organizzazione del primo "no vat", quando è stata una delle pochissime presenti su Roma, o durante le contestazione di Ratzinger alla Sapienza.
Una vita sulla strada, una vita nelle lotte glt e femministe, una vita sulle barricate.
Una vita coraggiosa: il coraggio e l'orgoglio di non essere l'uomo d'onore che avrebbe dovuto, ma di essere una donna incazzata e tenera al contempo.
Ha vissuto le sue contraddizioni visceralmente, con umanità, dolcezza e rabbia: davvero troppo per questo mondo.
Una vita coraggiosa che ha pagato fino in fondo.
Per ora semplicemente possiamo dire che è morta una di noi, ma che proprio per questo abbiamo un motivo in più per vivere e combattere. Anche per lei, per la vita che ha fatto, perché aveva scelto anche noi come compagn* di strada del suo riscatto.
Hasta la breccia, Ornella!
Facciamo Breccia
La ricordano sex workers
di tutta Europa
Ornella è stata una compagna di lotta, un'attivista appassionata che ha avuto spesso il coraggio di denunciare e gridare scomode verità. Non si è mai tirata indietro ed ha avuto il coraggio di esporsi non solo per battersi contro le ingiustizie sociali, ma anche contro gli abusi di potere e l'arroganza che lei stessa ha subito dalle istituzioni. Le minacce e la violenza le ha provate sulla propria pelle, e anche gli affronti e quelle ferite psicologiche che incidono profondamente e restano incancellabili.
Ornella ha speso molta parte della vita per affermare il proprio diritto ad esistere. Perché quando non viene riconosciuta la propria soggettività, il proprio orientamento sessuale e il proprio genere di fatto ci viene impedito di esistere.
Siamo pervasi da modelli dominanti che pretendono di mettere al bando chi fa scelte non conformiste. Società la nostra fondata su quelle sacre famiglie patriarcali, benedette e bigotte che non esitano a chiudere le porte e il cuore anche ai propri figli pur di salvare le apparenze. Perfino l'aiuto e l'assistenza delle istituzioni viene meno quando non si è "conformi", anche questo lo ha toccato con mano Ornella.
Questa primavera si sta rivelando non solo sfortunata ma anche crudele, si è portata via una compagna combattiva e generosa che si era unita alle lotte di tante compagn* non solo per le cause che la riguardavano di persona, ma per le tante lotte per le libertà e i diritti di tutt* . Io non la dimenticherò, e tutte le sex workers del movimento europeo non la dimenticheranno.
Pia Covre
Occuperemo
una casa insieme
La materialità della vita pesa come pesano le cicatrici stampigliate sui corpi, e fanno la differenza. Mi sento una straniera e mi sento piccola di fronte a lei. Non ci sono parole possibili per colmare la distanza, mi sembra. E' il suo sguardo denso che mi dice che non c'è vicinanza. Parole parole parole che risuonano a lato, come se non avessero la forza di mutare nulla.
Ma la chiacchierata di oggi è autentica, è diversa da sempre forse perché ci troviamo a parlare delle condizioni materiali delle nostre vite. Ci troviamo a parlare di case. La casa di cui abbiamo bisogno entrambe. Vogliamo una casa. Scopriamo che è l'obiettivo concretissimo che ci accomuna. La casa è un sacrosanto diritto, siamo accordo. Che fare? Dobbiamo costituirci in associazione, mi dice. Una associazione di donne, per organizzare una occupazione di donne. Occuperemo uno stabile a Roma, possibilmente nella zona centrale. Dobbiamo darci da fare da subito. Entusiasmo! Occupazione, autogestione. Risolveremo il nostro problema principale. Ma daremo alla cosa una valore aggiunto. Sarà una occupazione tutta al femminile. Ci inventeremo attività culturali, iniziative politiche, renderemo quello spazio un luogo di produzione di idee, con spazi condivisi, aperti all'esterno. Dopo l'esito elettorale ci metteremo a lavoro. Ci salutiamo piene zeppe di futuro dentro il corpo.
E' passato meno di un mese da quel pomeriggio. E io la prendo alla lettera. Ci metteremo al lavoro da subito, cara Ornella.
Linda Santilli del Forum delle donne Prc
Oltre il femminismo "biologico"
Ornella è stata una presenza importante negli incontri della Rete femminista, non solo per le sue analisi sul "lavoro sessuale", ma soprattutto per la scioltezza con cui ci ha messo a confronto con la sua fisicità transgender. In questa è stata certamente al di là di ogni luogo comune, senza mai rivendicare una posizione particolare, ma assumendo fino in fondo la sua nuova identità. L'agio con cui stava nel giardino della Casa internazionale delle donne, mettendo al bando ogni curiosità morbosa, testimoniava del lavoro su di sé che indubbiamente aveva compiuto. La semplicità dei suoi saluti, affettuosi e fisici, e dei suoi interventi nel corso delle assemblee, contribuiva a cullarci nella soddisfazione di essere andate avanti rispetto a quel femminismo "biologico" che, almeno per le più grandi, rimaneva il nostro orgoglio, ma anche il nostro dubbio. Non era facile intravvedere nella sua calma sicurezza la difficoltà e la solitudine di un percorso di vita così innovativo, così radicalmente rivoluzionario. Di questo ci parla la sua morte prematura. Di questo e dell'incapacità di accogliere la diversità senza, in un modo o nell'altro, volerla normalizzare. Ancora - dunque - grazie, Ornella.
Bianca Pomeranzi della Rete femminista
Sembrava pronta
a lottare ancora
Ornella Serpa era una bellissima donna, bruna, dagli occhi scuri che ti guardavano dritto in faccia mentre dalla bocca le uscivano parole sincere, anche dure, critiche, senza indulgenza e senza diplomazia. Era molto colta, preparata giuridicamente sui diritti delle persone e in particolar modo di quelle che avevano deciso di non conformarsi, di non subire le imposizioni dei bigotti, dei campioni della doppia morale, degli ipocriti contro i quali combatteva strenuamente. L'ultima volta che ci siamo incontrati mi ha raccontato delle difficoltà esistenziali che stava vivendo, era piuttosto depressa ma la luce dei suoi occhi non si era spenta, sembrava fosse pronta a risollevarsi per continuare a lottare e infatti stava per cominciare a lavorare, a guadagnare il necessario per superare almeno gli ostacoli più vicini. Ciao Ornella, grazie per quello che ci hai insegnato, non ti dimenticheremo.
Saverio Aversa
Il libro
che non ha scritto
«Quando andrò in pensione scriverò un libro di fuoco sulle prostitute e sui clienti». Così mi prometteva Maria Ornella al termine di una intervista, nel dicembre 2006. Ci eravamo incontrate nel suo bar preferito di San Lorenzo, dove servono té e biscottini, e avevamo chiacchierato sul mondo della prostituzione. Scherzava, Ornella: «Con quei capelli biondi potresti farmi concorrenza». Infarciva il discorso con dotte citazioni in latino, il residuo degli studi di giurisprudenza. Era contraria alla legalizzazione della prostituzione perché, diceva, avrebbe legalizzato il dominio dell'uomo sulla donna. «In fondo tutti gli uomini sono clienti», amava ripetere. E così, quando le avevo chiesto come si immaginava a 60 anni, si era fermata un attimo per pensare, e poi aveva risposto che le sarebbe piaciuto scrivere un libro-denuncia per squarciare il velo di ipocrisia che circonda clienti e prostitute. Purtroppo quel tempo non è arrivato. E questo è il ricordo indelebile che ho di lei: un pomeriggio di lavoro trasformato in una chiacchierata piacevole e colta. Che la terra ti sia lieve, dolce Ornella.
Laura Eduati
Gli articoli
che non firmerà più
Ornella il giorno che l'ho conosciuta, alla Casa internazionale delle donne, per un dibattito sui Pacs: la sua era la relazione più "quadrata", più documentata, giuridicamente inattaccabile. Le sue mani le più curate.
Ornella durante un forum su movimento glbtq e femminismo qui a Liberazione : lucida, radicale, irriducibile nel chiedere meno leggi più diritti. Per tutte e tutti. Per le donne, le/i trans, le prostitute. I mondi che aveva attraversato. Le persone che le stavano a cuore. Con gli occhi a volte severi, a volte ridenti.
Ornella alle assemblee femministe. Ornella alle manifestazioni.
Ornella con la sua firma sul nostro giornale. Pochi pezzi, importanti, preziosi. Nati dal vivo della vita vissuta, intelligenti, ironici, capaci sempre di dare battaglia.
Ornella con la sua morte, per noi inattesa e ancora incredibile. Ci manchi già, ci mancherai moltissimo strada facendo.
Carla Cotti
Non ci mancherà,
è con noi
«HIC SUNT LEONES» direbbe Ornella, accattivante leonessa pronta al conflitto a suon di citazioni in latino.
Quante risate ci siamo fatte con lei giocando con il suo piglio da avvocata.
Nelle sue battaglie, affilate quanto disarmanti, emergeva tutta la sua cultura e intelligenza di nuova donna del sud. Prostituta per necessità e virtù, femminista indomita.
In altre parole, un disastro e una meraviglia.
Con Ornella abbiamo capito ed elaborato che non esistono le donne biologiche, che ogni cosa nella vita non è data, ma determinata. Lasciare la prostituzione le ha portato tante complicazioni con le quali non ha fatto in tempo a fare i conti. Ornella ha vissuto sulla propria pelle, con la lucidità della contraddizione, le ingiustizie di questa società: la violenza sessista, il ricatto del lavoro, la "normalità" assassina, la violenza delle speculazioni che a Roma hanno reso un privilegio il diritto alla casa.
Le ha attraversate tutte, ne ha portato i segni addosso. Ha sempre lottato, con rabbia e dolcezza, e la pensiamo così.
Ma non ci mancherà. Perché Maria Ornella Serpa è e sarà parte del nostro percorso, delle nostre vite e dei nostri progetti.
A/matrix
amatrix@inventati.org
Umanità, dolcezza,
rabbia
Ornella Serpa, una delle primissime militanti di Facciamo Breccia, è morta.
La ricordiamo attiva in molte circostanze, in particolare durante l'organizzazione del primo "no vat", quando è stata una delle pochissime presenti su Roma, o durante le contestazione di Ratzinger alla Sapienza.
Una vita sulla strada, una vita nelle lotte glt e femministe, una vita sulle barricate.
Una vita coraggiosa: il coraggio e l'orgoglio di non essere l'uomo d'onore che avrebbe dovuto, ma di essere una donna incazzata e tenera al contempo.
Ha vissuto le sue contraddizioni visceralmente, con umanità, dolcezza e rabbia: davvero troppo per questo mondo.
Una vita coraggiosa che ha pagato fino in fondo.
Per ora semplicemente possiamo dire che è morta una di noi, ma che proprio per questo abbiamo un motivo in più per vivere e combattere. Anche per lei, per la vita che ha fatto, perché aveva scelto anche noi come compagn* di strada del suo riscatto.
Hasta la breccia, Ornella!
Facciamo Breccia
La ricordano sex workers
di tutta Europa
Ornella è stata una compagna di lotta, un'attivista appassionata che ha avuto spesso il coraggio di denunciare e gridare scomode verità. Non si è mai tirata indietro ed ha avuto il coraggio di esporsi non solo per battersi contro le ingiustizie sociali, ma anche contro gli abusi di potere e l'arroganza che lei stessa ha subito dalle istituzioni. Le minacce e la violenza le ha provate sulla propria pelle, e anche gli affronti e quelle ferite psicologiche che incidono profondamente e restano incancellabili.
Ornella ha speso molta parte della vita per affermare il proprio diritto ad esistere. Perché quando non viene riconosciuta la propria soggettività, il proprio orientamento sessuale e il proprio genere di fatto ci viene impedito di esistere.
Siamo pervasi da modelli dominanti che pretendono di mettere al bando chi fa scelte non conformiste. Società la nostra fondata su quelle sacre famiglie patriarcali, benedette e bigotte che non esitano a chiudere le porte e il cuore anche ai propri figli pur di salvare le apparenze. Perfino l'aiuto e l'assistenza delle istituzioni viene meno quando non si è "conformi", anche questo lo ha toccato con mano Ornella.
Questa primavera si sta rivelando non solo sfortunata ma anche crudele, si è portata via una compagna combattiva e generosa che si era unita alle lotte di tante compagn* non solo per le cause che la riguardavano di persona, ma per le tante lotte per le libertà e i diritti di tutt* . Io non la dimenticherò, e tutte le sex workers del movimento europeo non la dimenticheranno.
Pia Covre
Occuperemo
una casa insieme
La materialità della vita pesa come pesano le cicatrici stampigliate sui corpi, e fanno la differenza. Mi sento una straniera e mi sento piccola di fronte a lei. Non ci sono parole possibili per colmare la distanza, mi sembra. E' il suo sguardo denso che mi dice che non c'è vicinanza. Parole parole parole che risuonano a lato, come se non avessero la forza di mutare nulla.
Ma la chiacchierata di oggi è autentica, è diversa da sempre forse perché ci troviamo a parlare delle condizioni materiali delle nostre vite. Ci troviamo a parlare di case. La casa di cui abbiamo bisogno entrambe. Vogliamo una casa. Scopriamo che è l'obiettivo concretissimo che ci accomuna. La casa è un sacrosanto diritto, siamo accordo. Che fare? Dobbiamo costituirci in associazione, mi dice. Una associazione di donne, per organizzare una occupazione di donne. Occuperemo uno stabile a Roma, possibilmente nella zona centrale. Dobbiamo darci da fare da subito. Entusiasmo! Occupazione, autogestione. Risolveremo il nostro problema principale. Ma daremo alla cosa una valore aggiunto. Sarà una occupazione tutta al femminile. Ci inventeremo attività culturali, iniziative politiche, renderemo quello spazio un luogo di produzione di idee, con spazi condivisi, aperti all'esterno. Dopo l'esito elettorale ci metteremo a lavoro. Ci salutiamo piene zeppe di futuro dentro il corpo.
E' passato meno di un mese da quel pomeriggio. E io la prendo alla lettera. Ci metteremo al lavoro da subito, cara Ornella.
Linda Santilli del Forum delle donne Prc
Oltre il femminismo "biologico"
Ornella è stata una presenza importante negli incontri della Rete femminista, non solo per le sue analisi sul "lavoro sessuale", ma soprattutto per la scioltezza con cui ci ha messo a confronto con la sua fisicità transgender. In questa è stata certamente al di là di ogni luogo comune, senza mai rivendicare una posizione particolare, ma assumendo fino in fondo la sua nuova identità. L'agio con cui stava nel giardino della Casa internazionale delle donne, mettendo al bando ogni curiosità morbosa, testimoniava del lavoro su di sé che indubbiamente aveva compiuto. La semplicità dei suoi saluti, affettuosi e fisici, e dei suoi interventi nel corso delle assemblee, contribuiva a cullarci nella soddisfazione di essere andate avanti rispetto a quel femminismo "biologico" che, almeno per le più grandi, rimaneva il nostro orgoglio, ma anche il nostro dubbio. Non era facile intravvedere nella sua calma sicurezza la difficoltà e la solitudine di un percorso di vita così innovativo, così radicalmente rivoluzionario. Di questo ci parla la sua morte prematura. Di questo e dell'incapacità di accogliere la diversità senza, in un modo o nell'altro, volerla normalizzare. Ancora - dunque - grazie, Ornella.
Bianca Pomeranzi della Rete femminista
Sembrava pronta
a lottare ancora
Ornella Serpa era una bellissima donna, bruna, dagli occhi scuri che ti guardavano dritto in faccia mentre dalla bocca le uscivano parole sincere, anche dure, critiche, senza indulgenza e senza diplomazia. Era molto colta, preparata giuridicamente sui diritti delle persone e in particolar modo di quelle che avevano deciso di non conformarsi, di non subire le imposizioni dei bigotti, dei campioni della doppia morale, degli ipocriti contro i quali combatteva strenuamente. L'ultima volta che ci siamo incontrati mi ha raccontato delle difficoltà esistenziali che stava vivendo, era piuttosto depressa ma la luce dei suoi occhi non si era spenta, sembrava fosse pronta a risollevarsi per continuare a lottare e infatti stava per cominciare a lavorare, a guadagnare il necessario per superare almeno gli ostacoli più vicini. Ciao Ornella, grazie per quello che ci hai insegnato, non ti dimenticheremo.
Saverio Aversa
Il libro
che non ha scritto
«Quando andrò in pensione scriverò un libro di fuoco sulle prostitute e sui clienti». Così mi prometteva Maria Ornella al termine di una intervista, nel dicembre 2006. Ci eravamo incontrate nel suo bar preferito di San Lorenzo, dove servono té e biscottini, e avevamo chiacchierato sul mondo della prostituzione. Scherzava, Ornella: «Con quei capelli biondi potresti farmi concorrenza». Infarciva il discorso con dotte citazioni in latino, il residuo degli studi di giurisprudenza. Era contraria alla legalizzazione della prostituzione perché, diceva, avrebbe legalizzato il dominio dell'uomo sulla donna. «In fondo tutti gli uomini sono clienti», amava ripetere. E così, quando le avevo chiesto come si immaginava a 60 anni, si era fermata un attimo per pensare, e poi aveva risposto che le sarebbe piaciuto scrivere un libro-denuncia per squarciare il velo di ipocrisia che circonda clienti e prostitute. Purtroppo quel tempo non è arrivato. E questo è il ricordo indelebile che ho di lei: un pomeriggio di lavoro trasformato in una chiacchierata piacevole e colta. Che la terra ti sia lieve, dolce Ornella.
Laura Eduati
Gli articoli
che non firmerà più
Ornella il giorno che l'ho conosciuta, alla Casa internazionale delle donne, per un dibattito sui Pacs: la sua era la relazione più "quadrata", più documentata, giuridicamente inattaccabile. Le sue mani le più curate.
Ornella durante un forum su movimento glbtq e femminismo qui a Liberazione : lucida, radicale, irriducibile nel chiedere meno leggi più diritti. Per tutte e tutti. Per le donne, le/i trans, le prostitute. I mondi che aveva attraversato. Le persone che le stavano a cuore. Con gli occhi a volte severi, a volte ridenti.
Ornella alle assemblee femministe. Ornella alle manifestazioni.
Ornella con la sua firma sul nostro giornale. Pochi pezzi, importanti, preziosi. Nati dal vivo della vita vissuta, intelligenti, ironici, capaci sempre di dare battaglia.
Ornella con la sua morte, per noi inattesa e ancora incredibile. Ci manchi già, ci mancherai moltissimo strada facendo.
Carla Cotti





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