08 Aprile, 2008 22:31
«Fascista italiano» in una scuola a Londra - Corriere della Sera
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E' il CL English Language, che si trova a Northfields Avenue
«Fascista italiano» in una scuola a Londra
Lo scrive il Guardian a proposito di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova
LONDRA (Gran Bretagna) - Il quotidiano britannico Guardian punta i suoi riflettori su un «leader fascista italiano», Roberto Fiore, che a Londra «controlla» una popolare scuola di lingue e ha «legami con il British National Party (Bnp), un partito britannico di estrema destra spesso alla ribalta per le sue tendenze xenofobe e razziste. La scuola in questione si chiama CL English Language, si trova a Northfields Avenue nell'ovest di Londra ed è frequentata da molti ragazzi italiani. A detta del quotidiano progressista londinese Fiore la dirige da oltre due anni. Mentre a tenere la contabilità sono i genitori di Nick Griffin, controverso leader del Bnp.
FUGGIASCO - In Italia Fiore è attualmente a capo di Forza Nuova.
Arrivò da fuggiasco in Gran Bretagna nell'ottobre 1980. In patria - scrive il Guardian
- la polizia lo cercava per la strage dell'agosto di quell'anno alla
stazione ferroviaria di Bologna, considerandolo un membro dell'organizzazione
di estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari. L'Italia chiese la sua
estradizione ma la giustizia britannica dette parere negativo. Nel 1999, non
rischiando più l'arresto e il carcere dopo parecchie vicissitudini giudiziarie,
Fiore ha potuto ritornare in Italia e operare come leader di Forza Nuova, «un
partito anti-immigrazione che punta alla revoca delle legge contro la ricostruzione
del partito fascista» declina il quotidiano britannico.
«NULLA DI ILLEGALE» - Il Bnp ha confermato che Fiore e Griffin si
conoscono ma ha detto al Guardian - molto interessato proprio a
quest'aspetto - che non riceve assolutamente finanziamenti sottobanco dalla
scuola di lingue diretta dall'italiano. Da parte sua gli avvocati di Fiore si
sono limitati a sottolineare che nella conduzione della scuola «non c'è nulla
di illegale».
29 febbraio 2008(ultima modifica: 01 marzo 2008)
http://www.corriere.it/esteri/08_febbraio_29/fascista_sucola_londra_e57267e8-e6dd-11dc-84b2-0003ba99c667.shtml
07 Aprile, 2008 21:15
"Nazirock" di Claudio Lazzaro, presentato a Torino - Possibile che la storia non riesca a insegnare nulla?
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Giovedì 10 aprile ore 21,30
Documè Cineteatro Baretti
Via Baretti 4 Torino
Ingresso Gratuito
Interviene l'autore
NAZIROCK
di Claudio Lazzaro
Italia/2008 - 75 min. - Nobu Production
rassegna stampa, trailer e dettagli : www.nazirock.it - www.docume.org
Dall'autore di Camice Verdi l'estrema destra vista dall'interno: la sua musica, i capi, le alleanze, i rituali, lo sdoganamento politico che sta aprendo ai nazifascisti italiani le porte del potere istituzionale. La destra radicale in Italia può raggiungere il mezzo milione di voti e diventare determinante, in un quadro politico in cui ne bastano 25.000 a decidere chi governerà il Paese. Per questo viene sdoganata.
NAZIROCK racconta questo passaggio politico, usando come filo conduttore le band che infarciscono di testi fascisti la loro musica "skin", "oi", "white power" e "punkadestra". Il film apre con le immagini dei "due milioni" convocati a Roma dall'opposizione al governo Prodi, il 2 dicembre 2006, ma soprattutto racconta la Nashville dell'estrema destra: una grande manifestazione, organizzata da Forza Nuova, il movimento guidato da Roberto Fiore (condannato a nove anni per banda armata), che si è svolta a Viterbo, nel Lazio, con la partecipazione dei principali gruppi rock assieme a militanti e a leaders provenienti da Spagna, Germania, Francia, Grecia, Libano e Romania. Alla manifestazione di Forza Nuova si vendono decalcomanie filonaziste, stemmi con la faccia di Hitler da applicare alle felpe, testi negazionisti che non temono di sfoggiare in copertina titoli come "Auschwitz: fine di una leggenda". Dal palco ascoltiamo politici e intellettuali provenienti dalla Germania, dalla Spagna, dalla Grecia, dalla Romania, discettare di "cataclisma multirazziale" e "Uomo Nuovo di fronte alla Decadenza". Assistiamo fino a notte fonda, nel grande hangar che di giorno ospita i dibattiti, allo spettacolo dei concerti rock: una folla a braccio teso nel saluto nazifascista, giovani che srotolano un grande striscione, accuratamente stampato. Il testo, in caratteri cubitali: "PIU' NAZISMO PER TUTTI". Tra i relatori, a Viterbo, forse il più applaudito è Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna, che dieci giorni dopo il suo intervento al Campo d'Azione viene arrestato per rapina. Appassionato anche l'intervento di Andrea Insabato, condannato a 12 anni, poi ridotti a 6, per l'attentato dinamitardo alla sede del Manifesto. Mentre gli Hobbit intonano un inno allucinato alla violenza negli stadi "Frana/la curva frana/sulla polizia italiana" che anticipa, e sembra invocare, gli scontri sanguinosi di Catania e la morte dell'ispettore Filippo Raciti Ma ancora più interessanti e rivelatrici sono le interviste ai giovani che partecipano al meeting politico, facce da proletari, ragazzi che non hanno occhi cattivi, ma che potrebbero fare cose molto cattive, guidati da chi sa strumentalizzare la loro voglia di giustizia e la loro ignoranza a volte abissale. Li ascoltiamo senza commentare, li guardiamo, nel montaggio alternato coi brani nazirock, inframezzati ai materiali di repertorio che ricordano gli orrori e le distruzioni provocati da un'ideologia portatrice di morte e vergogna. Un incubo che lascia spiazzati, perché la domanda è sempre la stessa: "Possibile che la storia non riesca a insegnare nulla?"
Per informazioni:
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10125 Torino
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01 Aprile, 2008 23:05
A Brescia contro Forza Nuova
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CHI SONO I VERI CLANDESTINI?
Giovedì sera l'organizzazione neofascista Forza Nuova ha indetto un presidio con fiaccolata in via Milano. Questa manifestazione pubblica si colloca all'interno della loro campagna elettorale, attraverso la quale propongono il neofascista Luca Castellini come candidato sindaco per il comune di Brescia. Già troppe volte, nel centro della città, si sono resi visibili con i loro vecchi arnesi di purezza razziale, tradizioni e odio contro il "diverso". Difendono la "famiglia tradizionale", perciò chi si pone fuori da questo rigido schema è un nemico da combattere; portano avanti campagne contro la legge 194, ottenuta con la lotta, negando di fatto la possibilità alle donne di decidere del proprio corpo e della propria vita. Arrivano addirittura ad affermare, col più becero populismo, di volere cacciare tutti gli immigrati dalla città! (I quali, in realtà, nel tessuto sociale bresciano sono più "integrati" di loro .)
Via Milano, con la sua forte componente di migranti, è, secondo questa logica, il simbolo del degrado: per questo hanno indetto una fiaccolata contro l'immigrazione. Ma purtroppo non sono i soli ad additare interi gruppi sociali come vera causa nostri problemi: la psicosi securitaria attraversa entrambi gli schieramenti. Intere categorie di persone, arabi, rom, ultras, pericolosi terroristi, vengono di volta in volta ad essere bersaglio di campagne mediatiche e repressive, volte ad individuare il capro espiatorio sul quale concentrare l'attenzione di tutti, distogliendola dai veri problemi che attanagliano le vite di ognuno.
E' vero, non siamo sicuri, ma di cosa?
Di arrivare alla fine del mese, perché i salari sono troppo bassi, o di non crepare sul posto di lavoro, e Brescia detiene il triste primato delle morti bianche in Italia. Non siamo sicuri per la strada, perché le aggressioni da parte dei fascisti a giovani militanti, o a ragazzi semplicemente colpevoli di avere un aspetto "di sinistra", aumentano sempre più.
Ma quella che ci vendono è una storia diversa, dove l'immigrato è il problema. Tutto ciò porta ad una guerra tra poveri, nella quale i soli a vincere sono i responsabili dello sfruttamento, proprio coloro che aumentano le spese militari a scapito dei servizi sociali, e mantengono la precarietà. Gli stessi che fanno passare i vari pacchetti sicurezza, espressione della logica che vuole ogni forma di dissenso criminalizzato; che definiscono i nuovi confini della devianza, per i quali ogni comportamento anomalo è da sanzionare e reprimere.
Per questo riteniamo inaccettabile, oltre che provocatoria, una fiaccolata razzista nella zona di Brescia dove più alta è la concentrazione di migranti, che di certo non costituisce nessun problema: l'incontro tra culture e modi di vita differenti è un arricchimento per tutti.
Il simbolo del degrado, questa volta non di Brescia, ma dell'intera società nella quale viviamo, non è chi si sposta per cercare una vita migliore, ma i fascisti e i razzisti.
I veri clandestini sono loro.
MOBILITAZIONE CONTRO LA FIACCOLATA RAZZISTA DI FORZA NUOVA,
GIOVEDI' 3 APRILE ORE 20.00, IN VIA MILANO, ANGOLO VIA LUZZAGO (davanti alla sede della provincia)
C.S. Magazzino 47, Collettivo Studenti in Lotta, Gruppo Antiautoritario Bresciano, Associazione Diritti per Tutti, Radio Onda d'Urto





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