27 Marzo, 2008 21:22
"Il cuore nero dei giovani d’Italia.Viaggio alla scoperta dell’ultradestra" di Concita De Gregorio
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Il cuore nero dei giovani d’Italia
Viaggio alla scoperta dell’ultradestra
Tra nuovi slogan e vecchi ideali, identikit del “balilla” del 2008
di CONCITA DE GREGORIO
ROMA - I balilla che governano la “Cosa nera”, parlamento delle scuole romane, non si riconoscono dalla divisa: non ce l’hanno. Nemmeno quella diffusa sui giornali da foto d’archivio: ray-ban a goccia specchiati e bomber di pelle, capelli cortissimi. Non si usa più: sono i più grandi semmai a bardarsi ancora così, gli ultra ventenni e Cesare Previti quando si veste da giovane, la domenica mattina. I ragazzini di 15-17 anni eletti in liste di destra che gestiscono gli 80mila euro della Consulta provinciale studentesca insieme alla gloria di aver defenestrato la sinistra da sempre al potere sono indistinguibili da migliaia di loro simili.
Andrea Moi, 17, presidente della Consulta, è un adolescente con la voce ancora sottile, secondo di tre figli cresciuto in mezzo a due sorelle, vive a Roma Sud - Colli Albani - e va a scuola al Terzo istituto d’arte, fermata della Metro Giulio Agricola. Milita in Azione giovani da quando aveva 13 anni, è in consulta da quando ne aveva 14. Dice che “un tempo a scuola in assemblea si parlava solo di temi difficili e lontani dagli interessi dei ragazzi tipo l’Europa, gli anni Settanta. Ora finalmente di discute di cose che interessano a loro: il caro cd, il caro libri”. Va così e attenzione a sottovalutare o liquidare con spallucce la portata dell’onda.
Le battaglie sono per utilizzare l’aula di informatica, mettere i
pannelli solari sul tetto, fare più ore di educazione fisica e più gite
“a contatto con la natura”, possibilmente senza telefonino perché “lo
spirito se ne giova”. Per avere libri di testo non obbligatori, insomma
non studiare la storia solo sul Villari, ma almeno affiancarlo, dice
Moi, a “un libro che mi dica che la Rivoluzione francese è stata anche
una carneficina e che non liquidi in tre righe la rivolta di Vandea”.
A Roma otto anni fa gli studenti di destra eletti nel Parlamento dei
ragazzi erano 20 su 400. Oggi sono la maggioranza assoluta, più di 200.
Decuplicati. Marco Perissa, 25 anni, responsabile scuola per Roma di
An: c’era allora e c’è adesso. Nel ‘99 era uno dei consiglieri della
Consulta, “facemmo il libro bianco sull’edilizia scolastica”. Dice: “Ha
vinto la destra perché ha perso la sinistra. Ci siamo inseriti
nell’antipolitica e abbiamo rubato voti alla sinistra ideologica. Le
abbiamo opposto una destra pragmatica: non tutti gli studenti che ci
votano sono di destra, anzi. Ci votano perché facciamo le cose. Perché
gli anni Settanta sono lontani e non si può restare lì, perché pensiamo
all’oggi”.
Dunque vediamo, oggi. Oggi al Tufello, periferia romana, c’è qualche centinaio di studenti di sinistra che sfila in mezzo ad una impressionante saracinesca di polizia: ricordano Valerio Verbano, studente dell’Archimede ucciso dai fascisti nell’80, sua madre apre il corteo. Esprimono solidarietà a Simone, ex studente dell’Aristofane di Vigne Nuove picchiato qualche giorno fa da una spedizione punitiva del Blocco studentesco, falange scolastica della Fiamma.
Il Blocco - sede principale a Casa Pound, centro sociale di destra - ha conquistato quest’anno 55 rappresentanti alla Consulta. Uno di loro è Giorgio Evangelisti, 17 anni, studente del Convitto nazionale fin da quando era in terza elementare. Il Convitto è la scuola della classe dirigente, fama di rigore estremo. Giorgio dice che “è l’ora di finirla con questa storia che siamo violenti e razzisti. Al corteo per le foibe c’erano quattro ragazzi di colore, uno di loro è attivista nella sezione di Roma Nord. Picchiare ci si picchia, ogni tanto, succede da sempre. Però quando noi abbiamo fatto volantinaggio davanti al Tasso due mesi fa sono venuti a menarci con caschi e bastoni, una cosa organizzata, non dico bugie, e non ne ha parlato nessuno. Fa notizia, la violenza, solo quando fa comodo a sinistra”. Non è proprio così, questa è una versione di Giorgio, parte in causa.
Dice anche che è una bugia che la destra cresca solo in periferia e la sinistra mantenga le roccaforti del centro storico. Vediamo la mappa delle scuole, come è cambiata. Fortino del Blocco è il Farnesina, scientifico di Vigna Clara: è lì che è cominciata la prima occupazione della Destra “perché non se ne poteva più di far lezione nei container, ci pioveva dentro”. Due del Blocco sono eletti al liceo classico Visconti, piazza del Collegio romano, la sede del processo a Galilei. Al Righi, lo scientifico più rinomato della città, il rappresentante di istituto è di Azione studentesca, braccio nella scuola di Azione giovani. Il Giulio Cesare, un tempo classico di destra, ha oggi un esponente di sinistra e uno cattolico. Restano “rossi” il Mamiani, il Virgilio, il Tasso.
La destra va fortissimo allo scientifico dei Parioli, l’Azzarita, dove il Blocco raccoglie firme per far intitolare l’aula magna a Nanni De Angelis. “Sa chi è? - domanda Evangelisti - un ragazzo degli anni Settanta”. Due consiglieri di destra sono stati eletti al classico Nomentano, uno allo scientifico Benedetto da Norcia, due al tecnico Armellini di San Paolo fuori le mura. Non si parla solo di Ostia, dunque. Andrea Moi cita il coraggio del giovane eletto con As al Machiavelli di via dè Volsci, quartiere San Lorenzo, roccaforte storica della sinistra radicale, Radio popolare e controcultura militante. “Però non lo nomini per favore perché magari a scuola non lo sanno che è di destra”. Ecco, magari non lo sanno.
La novità è che il 65 per cento degli studenti romani ha votato a destra ma magari, una parte almeno, non lo sa. Azione studentesca ha uno slogan che dice “Contro lezioni tristi e grigi professori, per una scuola capace di divertire e unire”: un programma capace di raccogliere l’unanimità dei consensi. Quando il Blocco chiede “più ore di ginnastica” non lo fa esponendo un manifesto di prestanza fisica neomussoliniana, sui manifesti delle elezioni scolastiche ci sono gli eroi del film western e Bart Simpson quello dei cartoni animati, e poi fare più ginnastica vuol sempre dire fare meno greco e estimo. Per arrivare allo scacco del due a uno (la Cosa nera vede 15 consiglieri alla destra, 10 alla sinistra) le due liste romane di destra, fra i quattordicenni, hanno fatto “propaganda sulle cose”.
Aule più belle, libri e cd meno cari, più ginnastica e più gite. L’anticomunismo un sottile sottofondo, scenario per ora marginale. Intanto stare meglio, divertirsi di più. Poi è alle manifestazioni politiche che tornano fuori i simboli, le croci runiche e le aquile. Arrivano i venti e anche trentenni, lì. Sono loro che menano la danza. L’8 febbraio era previsto un convegno della Consulta al teatro Brancaccio. Tema: “Istria, Slovenia, Dalmazia: anche le pietre parlano italiano”. Dopo tanti convegni sulla Resistenza, dicono i balilla, ora che il vento è cambiato finalmente uno sulle foibe.
Perissa, il responsabile scuola: “Purtroppo 15 attivisti del
collettivo del Virgilio hanno tirato un fumogeno nel teatro, Costanzo
ha ritirato la disponibilità della sala, duemila studenti pacifici sono
rimasti per strada. La riprova questo che non è un paese libero”. Le
cronache di quel giorno raccontano una storia diversa. Scontri violenti
in via Nomentana fra adulti neofascisti e studenti delle scuole del
centro. Nel blog di Casa Pound però c’è scritto che non bisogna
leggerli i giornali. La verità è nella “forza dell’azione”. La
rivoluzione è la nostra: “Sveglia bastardi, la ricreazione è finita”.
Marx, ha stancato: “Dopo Marx, aprile”. Una nuova primavera invisibile,
per alcuni inconsapevole. Ma si sa che la coscienza politica si forgia
con costanza: a tredici anni voti per la gita in Abruzzo, a sedici per
i computer nuovi in aula d’informatica. Le foibe dopo, c’è tempo.
Repubblica (23 febbraio 2008)
27 Marzo, 2008 21:07
"Università, la carica delle liste di destra" di Anna Maria Liguori
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Università, la carica delle liste di destra
Conquistano spanna dopo spanna il vasto territorio universitario:
la destra, non più quella dura e pura degli ultras, ha ormai un
ruolo fondamentale nella compagine degli atenei romani, riuscendo a
scalzare la sinistra. Persino Roma Tre, intoccabile feudo rosso,
sta subendo la scalata di Azione Universitaria legata ad Alleanza
Nazionale mentre l´estrema destra di Blocco studentesco della
Fiamma Tricolore e i giovani di Storace, Gioventù Italiana, sono
inesistenti.
«In due anni siamo passati ad essere la seconda lista d´ateneo»
afferma Stefano Pacetti, senatore accademico di Azione
Universitaria a Roma Tre «Sono 800 tesserati su una popolazione di
circa 35 mila studenti. Tre anni fa eravamo la quinta lista
d´ateneo. Siamo risultati credibili perché ci siamo messi a
disposizione portando avanti delle iniziative di sindacalismo
studentesco come le tasse universitarie e il numero degli appelli
straordinari cosa ambita dagli studenti».
La parola d´ordine infatti è «accanto agli studenti», un tipo di
proselitismo caro anche alla sinistra. «A queste iniziative abbiamo
affiancato le nostre consuete battaglie politiche - continua
Pacetti - tutte le iniziative atte a promuovere la cultura e i
valori come la campagna sui servizi dell´università come il diritto
allo studio, i trasporti le mense e le residenze». E negli ultimi
anni la destra di Roma III si è opposta fortemente alla sinistra
come nella battaglia delle Coca Cola contro chi la voleva vietare
in Ateneo, o quella della mostra sulle foibe e negli ultimi mesi è
stata fatta l´unica occupazione universitaria per protestare contro
il ministro Mussi e i tagli all´università».
Diego Piccoli coordinatore della lista di centrosinistra
"Ricomincio dagli studenti" ribatte sulla situazione a Roma Tre:
«Noi siamo la prima lista d´ateneo, con il 38 per cento dei
consensi. Siano presenti in tutti gli organi centrali e abbiamo la
maggioranza in molti consigli di facoltà. Roma Tre è un´università
molto spostata a sinistra, ci sono anche i collettivi che sono la
terza lista d´ateneo. In questi ultimi anni c´è in effetti
un´avanzata della destra, che si è organizzata molto bene. C´è un
buon confronto tra noi. Mentre nella facoltà di Scienze politiche
c´è la destra più estrema e li il clima è più aspro ed è molto più
facile che ci sia lo scontro piuttosto che il confronto».
Tor Vergata è invece interamente conquistata della destra. Negli ultimi dieci anni ha sempre rappresentato l´ateneo e qui Azione Universitaria ha riscosso i maggiori successi: sempre eletti i loro rappresentati negli organi centrali e negli organismi nazionali (Cnsu) e tuttora sono prima lista d´ateneo. «Non è solo un momento di grazia, dietro c´è la fatica costante degli studenti militanti - sottolinea Luciano Cavaliere di Azione universitaria - sono i più attivi: entrano la mattina alle 8, fanno l´affissione delle locandine con il tema del giorno e fanno il volantinaggio, poi sono a disposizione negli spazi deputati alla rappresentanze studentesche e lì ricevono gli studenti per aiutarli a fare il piano di studi o per altre cose, poi rimangono fino a sera e sono sempre gli ultimi ad uscire».
27 Marzo, 2008 20:47
Presentazione del libro"Fausto e Iaio trent´anni dopo:raccolta di scritti,documenti e testimonianze,per non dimenticare"
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Presentazione del libro"Fausto e Iaio trent´anni dopo:raccolta di scritti,documenti e testimonianze,per non dimenticare" A cura dell´Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio
Partecipano:
Danila Tinelli - Madri Antifasciste del Leoncavallo
Mauro Decortes - Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
Maria Iannucci - Associazione familiari di Fausto e Iaio
Daniele Biacchessi - giornalista
Marco Philopat - scrittore
Manlio Milani - Associazione Familiari vittime di Brescia
Francesco Barilli - Reti invisibili
Stefania Biagetti - Associazione madri per Roma città aperta
Giovanni Impastato - Archivio Peppino Impastato
Sono qua, seduta su un foglio dove scorre l'inchiostro e mi appare il tuo viso ,dolce e allegro.
Sono fra mille persone, ognuna e' diversa ma ognuna sei tu. Ti vedo in ogni cospo, ti sento in ogni voce,
ti cerco in ogni strada. E poi, nell'allegria dell'inchiostro ti ritrovo e ti bacio. Adesso il tuo viso non e' piu'
trasparente, adesso ti posso accarezzare, il tuo sorriso e' cldo e vicino, i tuoi occhi sono davanti ai miei.
Ti ho con me e domani ti portero', ti rivedro' in ogni viso, ti cerchero' altre volte, nell'allegria di uin sorriso:per
poi tornare ad avvolgermi nella felicita' di ritrovarto ancora con me.
Bigliettini raccolti in via Mancinelli 18 marzo 1978- Dal libro di Fausto e Iaio
Testimonianza di stefania
Parlare del proprio fglio non sempre e' facile, specialmente quando non ci sono piu' i suoi occhi sorridenti, la sua voce che
riecheggia nelle stanze, quando ogni giorno te lo devi reinventare per rendere il distacco piu' accettabile.
Chi e' RENATO? Potrei usare un'infinita' di aggettivi per descrivelo ma mi limito a dirvi solo che e' un ragazzo
speciale, che sa veicolare l'amore, l'allegri, la gioia di esserci, ama la musica tanto da averne fatto la sua professione, un
ragazzo dagli occhi magici e dal sorriso che cqattura lo sguardo, pacifico in tutte le sue manifestazioni, crede
nell'onesta' e nel rispetto degli altri, anche se portatore di interessi e ideali differenti.
Non vede nel prossimo un nemico, conduceva una vita scandita al ritmo dell'amore dello studio e del suono.
Una maledetta mattina di fine estate il 27 agosto 2006, al termine di in concerto di musica reggae sul litorale di una
spiaggia romana, ha incontato le lame di due dei tanti invasati della cultura neofascista, dell'odio per il diverso e dell'aggressione
grauita e, in quaranta secondi la giovane vita di mio figlio veniva spezzatacon otto terrificanti coltellate, date con crudelta'
inaudita.
Hanno parlato di lite tra balordi ma Renato non lo e'.............purtroppo e' stata una vile aggressione;il tatuaggio la croce
celtica di chi lo ha aggredito parlano chiaro; la sua morte non e' stata decisa a tavolino in qaulche sede politica, e' scaturita
da qualche muretto di zona.
Ma questo non attenua il segno questo e' Fascismo. Parlo sempre al presente di mio figlio perche' lui esiste......noi non
vogliamo perdere i suoi sogni, o non sentirci in grado di fantasticarne alcuno, non vogliamo che tutto diventi una gabbia
opprimente dalla quale non c'e' via d'uscita.
I nostri desideri so no quelli di Renato: in noi vibra la sua musica, il suo sorriso la sua voglia di crescere.




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